Sulla panchina

Io, quando resto fuori per l’ora di pranzo, di solito vado in un parco a mangiare un panino che mi porto da casa, sedendo da sola su una panchina. Che poi in realtà non sono quasi mai sola perché è scontato che qualche buontempone di passaggio vorrà sedersi accanto a me per farmi compagnia.

[Potrà mai una giovane donna mangiare un panino da sola in un parco pubblico?]

Ecco perché io di tipi strani ne conosco parecchi. Siccome ormai non faccio una piega quando qualcuno mi si siede accanto e attacca discorso – lui parla io ascolto, anche quando mi fa proposte sconce – accade che degli sconosciuti si confidino con me. Sono una specie di confessore ambulante, più rassicurante in virtù del mio innocuo aspetto femminile.

Certo, preferirei essere lasciata in pace nella mia solitudine mangereccia. Sono i momenti in cui desidero essere un uomo, anzi trasformarmi in un maschio mentre il tipastro di turno è lì impegnato nella sua manfrina (più o meno volgare, più o meno lirica – ci sono anche quelli che ci provano con la poesia). Ecco, sogno che d’un tratto quello mi guardi e veda al mio posto un omaccione terribile. Una volta ci ho pensato così intensamente che mi sono messa a ridere da sola, incoraggiando senza volerlo lo scocciatore che avevo a fianco.

Vorrei stare da sola con i miei pensieri, invece i pensieri degli altri vogliono stare con me.

Perché, a parte i volgari monocordi e i molestatori veri (che mi costringono ad abbandonare il campo sbuffando peggio di Efesto) c’è tutta una varia umanità che più che altro ha voglia di parlare.

Mi sento tanto suor Germana a radio Maria, quando con voce vellutata consola in modo fantasioso radioascoltatori dalla voce afflitta (lo so perché la ascolta mia nonna, non io, precisiamo).

Ma non avrei mai pensato che tra questi importuni il peggiore dovesse rivelarsi un frate.

E pensare che ieri quando, sedendo io e mirando il mio gustoso panino, si è seduto accanto a me questo giovane in saio e sandali, ho provato un certo sollievo (Almeno questo non mi farà delle avances – ho pensato ingenuamente). Mi ha spiegato che sta girando il nord Italia per evangelizzare la gente. Dicendogli che io sono già evangelizzata pensavo di cavarmela, invece gli si è accesa una luce malefica negli occhi e ha cominciato a tormentarmi perché voleva essere “provocato” (teologicamente parlando, s’intende). Io non ho voglia di provocare qualcuno che vuole essere provocato, ma per lui sembrava questione di vita o di morte, voleva essere messo in crisi tramite miei dubbi sulla fede e sulla vita. Perché proprio io, poi? Perché ero stata così gentile da ascoltarlo. A un certo punto mi sono anche un po’ sforzata ma il mio problema è che ogni volta che rifletto seriamente su alcuni seri motivi di disperazione che la mia vita mi offre, automaticamente anziché deprimermi o dubitare di tutto come dovrei, mi sento invece salire dalla punta dei piedi fino a espandersi nella mente e nel cuore un’energia guizzante; secondo me si tratta di voglia di vivere, di amore per la vita. E così divento felice, ed è successo anche ieri, quando ho cominciato a elencargli motivi di grande felicità e speranza quando invece avrei dovuto cercare di deprimerlo. E questo lo faceva disperare, poveretto, fino a diventare perfino un po’ scortese; diceva che doveva essere lui a consolare me. Ma consolarmi di cosa? Io sto benissimo, gli ho detto, e gli ho spiegato anche che non rendeva certo un bel servizio alla sua causa andando a tormentare la gente in quel modo, anzi usando le persone per ottenere un suo piacere del tutto personale; gli ho perfino detto che se continuava così lo denunciavo ai superiori! E a quel punto – miracolo – si è sentito provocato! Pieno di gioia per averlo io messo in crisi dandogli dell’egoista, se n’è andato felice come la vispa Teresa.

Ora sinceramente la prossima volta che mi si siederà accanto il solito maniaco svitato, tirerò un respiro di sollievo…

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17 commenti on “Sulla panchina”

  1. commediorafo ha detto:

    Che tipo strano: imporsi di dover consolare qualcuno e dispiacersi di aver incontrato chi non ha bisogno della propria consolazione. Come un medico dispiaciuto per aver incontrato persone sane…
    Credo che dopo aver incontrato una persona contenta come tu hai raccontato di essere avrebbe dovuto ringraziare il Signore per aver incontrato una persona che trasmette voglia di vivere.
    Massimo

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  2. commediorafo ha detto:

    Che tipo strano: imporsi di dover consolare qualcuno e dispiacersi di aver incontrato chi non ha bisogno della propria consolazione. Come un medico dispiaciuto per aver incontrato persone sane…
    Credo che dopo aver incontrato una persona contenta come tu hai raccontato di essere avrebbe dovuto ringraziare il Signore per aver incontrato una persona che trasmette voglia di vivere.
    Massimo

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  3. diegodandrea ha detto:

    Che tipo… poi si sa, noi maniaci siamo tutta un’altra storia… quando cerchiamo noi stessi negli altri, almeno, siamo in grado di non farcene accorgere… e poi vuoi mettere con i maniaci poeti… che meraviglia!
    D
    P.S.
    Ma sei sicura che in realtà questi tizi non siano attratti dal panino che ti vai sbocconcellando allegramente sulla panchina? :-)) .. Ok, ho provato a trattenermi dal dire la solita idiozia, ma evidentemente non ci sono proprio riuscito… 😉

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  4. diegodandrea ha detto:

    Che tipo… poi si sa, noi maniaci siamo tutta un’altra storia… quando cerchiamo noi stessi negli altri, almeno, siamo in grado di non farcene accorgere… e poi vuoi mettere con i maniaci poeti… che meraviglia!
    D
    P.S.
    Ma sei sicura che in realtà questi tizi non siano attratti dal panino che ti vai sbocconcellando allegramente sulla panchina? :-)) .. Ok, ho provato a trattenermi dal dire la solita idiozia, ma evidentemente non ci sono proprio riuscito… 😉

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  5. flalia ha detto:

    Massimo: a sua parziale discolpa diciamo che era giovane. Si vede che voleva mettersi alla prova, ma ha scelto la persona sbagliata… 😛

    Diego: magari ne incontrassi di maniaci simpatici come te! Riguardo al panino… è probabilissimo che siano attirati da quello, ma non hanno speranze, non posso vivere senza i miei panozzi imbottiti! ;-))

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  6. flalia ha detto:

    Massimo: a sua parziale discolpa diciamo che era giovane. Si vede che voleva mettersi alla prova, ma ha scelto la persona sbagliata… 😛

    Diego: magari ne incontrassi di maniaci simpatici come te! Riguardo al panino… è probabilissimo che siano attirati da quello, ma non hanno speranze, non posso vivere senza i miei panozzi imbottiti! ;-))

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  7. GiacominoLosi ha detto:

    prova a fingerti straniera e replica con un contropippone sconclusionato. Dovrebbe funzionare.

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  8. Alicesue ha detto:

    semplicemente incredibile.
    Anche a me capitava spesso e, per l’esasperazione, ho smesso di stare sola sulla panchina.
    Possibile che sempre, MA SEMPRE; arrivi un piccolo sosia di Forrest Gump a rompere i coglioni??

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  9. Alicesue ha detto:

    semplicemente incredibile.
    Anche a me capitava spesso e, per l’esasperazione, ho smesso di stare sola sulla panchina.
    Possibile che sempre, MA SEMPRE; arrivi un piccolo sosia di Forrest Gump a rompere i coglioni??

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  10. melchisedec ha detto:

    Non mi stupisco di certi venditori di fumo(ne conosco), ma mi ha catturato il tuo racconto, che mi ha evocato con gran piacere Orazio e Ariosto. Quelli delle Satire.
    I tipi strani capitano a tutti, cara Flalia, a prescindere dal sesso.
    🙂

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  11. melchisedec ha detto:

    Non mi stupisco di certi venditori di fumo(ne conosco), ma mi ha catturato il tuo racconto, che mi ha evocato con gran piacere Orazio e Ariosto. Quelli delle Satire.
    I tipi strani capitano a tutti, cara Flalia, a prescindere dal sesso.
    🙂

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  12. flalia ha detto:

    Giacomino: uhm, posso provare ma non sono una chiacchierona e non so se riesco a imbastire un contropippone!

    Alice: ciao, benvenuta. Guarda, fossero cloni di Forrest potrei anche sopportarli… 😉

    Mel: eh, ne avrebbero ancora oggi di satire da scrivere, quei due… 🙂

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  13. flalia ha detto:

    Giacomino: uhm, posso provare ma non sono una chiacchierona e non so se riesco a imbastire un contropippone!

    Alice: ciao, benvenuta. Guarda, fossero cloni di Forrest potrei anche sopportarli… 😉

    Mel: eh, ne avrebbero ancora oggi di satire da scrivere, quei due… 🙂

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  14. flimsy ha detto:

    haimè .. ci sentiamo così bene e perfetti quando vediamo un poveretto che sta peggio di noi … e ci sentiamo così cacche quando qualcuno che ha TUTTO (o così si pensa) ci viene a disturbare nel nostro parco … ciononostante è un ottimo confronto 😉

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  15. flalia ha detto:

    Be’ sì, mettiamola così… il confronto è sempre importante… 😉

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  16. Alicesue ha detto:

    oddio… ma ti immagini dover ascoltare l’intero monologo sui Gamberi?? da uccidersi…

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  17. flalia ha detto:

    Ehm… be’, in effetti… 😉

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