Sum ergo cogito

Ricordate il giorno e il momento in cui avete scoperto di pensare?

Io sì. Avevo cinque anni, era pomeriggio, poco prima del tramonto, e mi trovavo in cortile con mio padre. Ero felice, perché circa un’ora prima lui mi aveva preso per mano e mi aveva detto che essendo diventata grande avevo bisogno di un orologio. Eravamo andati dal vicino orologiaio e dopo lunghe meditazioni ne ero uscita con al polso un orologio di plastica rosa, di Hello Kitty, piccolino, di quelli con l’ora, la data e i secondi che appaiono a ogni pressione di tasto. Ero così felice che non riuscivo neanche a parlare, contemplavo il simbolo della mia raggiunta età “matura” sopraffatta da un sentimento di orgoglio misto a riconoscenza. Poi invece di salire in casa siamo andati sul retro del cortile per chiacchierare un po’. A un tratto s’è fatto silenzio, ho guardato mio padre, eravamo in piedi uno di fronte all’altra; mi aveva appena detto che desiderare di volare non è un desiderio corretto perché non può essere esaudito e io c’ero rimasta male. Ho pensato che mio padre si sbagliava (non riguardo al fatto di volare ma riguardo al desiderio) e poi mi sono spaventata per averlo pensato, perciò ho guardato mio padre aspettandomi una reazione che ovviamente non c’è stata. È stato in quel momento che per la prima volta ho capito che mio padre non poteva conoscere i miei pensieri. Fino ad allora ero stata convinta che i miei genitori fossero onnipotenti e potessero vedere nella mia mente, che nulla potesse sfuggire loro! Allora ho proseguito nell’esperimento e ho cominciato a ripetere nella mia mente (sentendomi terribilmente in colpa, ma ritenevo fosse l’unico tentativo efficace) delle parolacce rivolte a mio padre perché pensavo che se lui avesse potuto percepirle si sarebbe certamente arrabbiato e non sarebbe riuscito a fare finta di niente. Lui ovviamente non ebbe alcuna reazione. Allora in quel momento ho provato una gioia così pungente, un sollievo, un entusiasmo così intensi che ancora adesso nel ripensarli li riprovo uguali. Avevo capito che c’era uno spazio libero tutto mio, nella mia mente, che poteva sfuggire perfino al controllo dei genitori (e di chiunque altro)!
Da allora ho iniziato a fantasticare su tutto e a spingermi a fondo con i pensieri, senza paura. Ancora oggi ogni tanto mi fermo a pensare a questo spazio di libertà che nessuno mi può togliere e rivivo quella sensazione fisica di sollievo, distensione e leggerezza provata da bambina il giorno in cui ho scoperto di pensare.

(Naturalmente il doloroso rovescio della medaglia è stato l’avere scoperto che non ero un tutto unico con mio padre ma una persona diversa e separata da lui. Il pensiero è una cosa che separa, e questo è importante e doloroso insieme, mi farà sempre un po’ soffrire).

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23 commenti on “Sum ergo cogito”

  1. melchisedec ha detto:

    Per un attimo ho titubato, ma in un baleno me lo hai fatto ricordare: avevo la febbre, ricordo. 8 anni, mi pare. Dopo la supposta che mi fece sfebbrare, presi consapevolezza che stavo pensando, che esiste il pensiero.
    🙂

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  2. melchisedec ha detto:

    Per un attimo ho titubato, ma in un baleno me lo hai fatto ricordare: avevo la febbre, ricordo. 8 anni, mi pare. Dopo la supposta che mi fece sfebbrare, presi consapevolezza che stavo pensando, che esiste il pensiero.
    🙂

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  3. utente anonimo ha detto:

    Quando interagisci con gli altri e arrivi a delle conclusioni mentali tutte tue, senza esplicitarle all’interlocutore (che nel frattempo poteva desiderarle) a mio avviso abusi però del tuo ”potere”. Non è detto che basti mandare al diavolo solo mentalmente qualcuno per essere grandi… 😉

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  4. flalia ha detto:

    Anonimo: secondo te è questo il potere che attribuisco al pensiero? Mi sembra chiaro che avendo 5 miseri anni, l’unico modo che avevo concepito per “smascherare” mio padre e capire se potesse o no leggermi nel pensiero, era quello di provocarlo in un modo che non potesse non reagire di fronte a parole che non poteva sopportare. A 5 anni non si fanno i ragionamenti che si fanno a 20 (se ne fanno altri, non meno dignitosi). Non sono solita usare i miei pensieri per offendere o usare gli altri…
    Comunque il pensiero ha ben poco di interrelazionale, secondo me.
    Ciao 🙂

    Caro Mel, curioso questo collegamento supposta-pensiero! ;-)))

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  5. flalia ha detto:

    Anonimo: secondo te è questo il potere che attribuisco al pensiero? Mi sembra chiaro che avendo 5 miseri anni, l’unico modo che avevo concepito per “smascherare” mio padre e capire se potesse o no leggermi nel pensiero, era quello di provocarlo in un modo che non potesse non reagire di fronte a parole che non poteva sopportare. A 5 anni non si fanno i ragionamenti che si fanno a 20 (se ne fanno altri, non meno dignitosi). Non sono solita usare i miei pensieri per offendere o usare gli altri…
    Comunque il pensiero ha ben poco di interrelazionale, secondo me.
    Ciao 🙂

    Caro Mel, curioso questo collegamento supposta-pensiero! ;-)))

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  6. commediorafo ha detto:

    Uffa, sai che non lo ricordo? Comunque sono sicuro che prima o poi ho imparato a pensare! 😉
    Massimo

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  7. commediorafo ha detto:

    Uffa, sai che non lo ricordo? Comunque sono sicuro che prima o poi ho imparato a pensare! 😉
    Massimo

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  8. flalia ha detto:

    Ciao Massimo, be’, meno male che hai imparato, e hai imparato benissimo… 😉

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  9. MariaStrofa ha detto:

    Bel post, la scoperta dell” io” è un evento importante anche traumatico… scherzosamente si può dire che DIO è esploso con il big bang, perdendo la D e trasformandosi in tanti “io” frammentarii (l angelini).
    ciao 🙂

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  10. MariaStrofa ha detto:

    Bel post, la scoperta dell” io” è un evento importante anche traumatico… scherzosamente si può dire che DIO è esploso con il big bang, perdendo la D e trasformandosi in tanti “io” frammentarii (l angelini).
    ciao 🙂

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  11. edi ha detto:

    Sì, ho un ricordo incredibile del mio primo “pensiero interrogativo”. Mia sorella era appena nata ed io avevo tre anni appena compiuti. Festa di battesimo: due cugine parlavano tra loro dei dolori del ciclo. E io mi interrogavo su che cosa mai fosse ‘sto ciclo. La risposta è arrivata una decina d’anni più tardi.

    incredibile dictu, credo che le mestruazioni siano state la mia prima riflessione di donna pensante.

    grave.

    🙂

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  12. edi ha detto:

    Sì, ho un ricordo incredibile del mio primo “pensiero interrogativo”. Mia sorella era appena nata ed io avevo tre anni appena compiuti. Festa di battesimo: due cugine parlavano tra loro dei dolori del ciclo. E io mi interrogavo su che cosa mai fosse ‘sto ciclo. La risposta è arrivata una decina d’anni più tardi.

    incredibile dictu, credo che le mestruazioni siano state la mia prima riflessione di donna pensante.

    grave.

    🙂

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  13. flalia ha detto:

    MariaS: che bella metafora! Grazie del commento 🙂

    Edi: grazie del tuo ricordo. Che corto circuito tipicamente femminile, però… 😉

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  14. flalia ha detto:

    MariaS: che bella metafora! Grazie del commento 🙂

    Edi: grazie del tuo ricordo. Che corto circuito tipicamente femminile, però… 😉

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  15. diegodandrea ha detto:

    Anche il mio primo pensiero, come quello di Edi, è legato alla nascita delle mie sorelline gemelle… ero piccolo, ma ricordo esattamente, dopo che mia madre ebbe partorito, le parole che mi passarono per la testa guardando i miei genitori:
    “ma come avranno fatto questi due a capire che desiderassi così tanto degli animali domestici?” … e le mie sorelle, in assoluto, sono la specie a cui sono affezionato di puù 🙂
    Ciao D (che poi, dopo aver letto il comento di Maria strofa, mi fa anche un pò strano firmare così;-)

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  16. diegodandrea ha detto:

    Anche il mio primo pensiero, come quello di Edi, è legato alla nascita delle mie sorelline gemelle… ero piccolo, ma ricordo esattamente, dopo che mia madre ebbe partorito, le parole che mi passarono per la testa guardando i miei genitori:
    “ma come avranno fatto questi due a capire che desiderassi così tanto degli animali domestici?” … e le mie sorelle, in assoluto, sono la specie a cui sono affezionato di puù 🙂
    Ciao D (che poi, dopo aver letto il comento di Maria strofa, mi fa anche un pò strano firmare così;-)

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  17. utente anonimo ha detto:

    Allora sono stata veramente precoce! La mia scoperta del pensiero risale ai tre anni e mezzo quando, guardando gli alberi del parco sotto casa dal mio balcone, ho realizzato che il tempo passava e aveva una sua ciclicità. Che le stagioni non erano eventi singoli, ma si perpetuavano una dopo l’altra e tornavano, come le foglie gialle sugli alberi o le rondini sotto le grondaie. Ce n’erano tantissime di rondini a Roma in quegli anni, ne potevi sentire i garriti e vederle sfrecciare, rapide come saette nere. Ero piccolissima, ma la scoperta del tempo equivalse ad elaborare il concetto di caducità di tutto ciò che è vivo, piante, animali, io… Credo che il gusto della malinconia mi sia nato in quel momento. E non mi ha più abbandonata.
    Laura

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  18. utente anonimo ha detto:

    Allora sono stata veramente precoce! La mia scoperta del pensiero risale ai tre anni e mezzo quando, guardando gli alberi del parco sotto casa dal mio balcone, ho realizzato che il tempo passava e aveva una sua ciclicità. Che le stagioni non erano eventi singoli, ma si perpetuavano una dopo l’altra e tornavano, come le foglie gialle sugli alberi o le rondini sotto le grondaie. Ce n’erano tantissime di rondini a Roma in quegli anni, ne potevi sentire i garriti e vederle sfrecciare, rapide come saette nere. Ero piccolissima, ma la scoperta del tempo equivalse ad elaborare il concetto di caducità di tutto ciò che è vivo, piante, animali, io… Credo che il gusto della malinconia mi sia nato in quel momento. E non mi ha più abbandonata.
    Laura

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  19. flalia ha detto:

    Diego: :-))) Sei proprio incorreggibile tu! Non oso immaginare quelle povere gemelline cos’avranno dovuto sopportare… ;-)))

    Laura: mi hai fatto venire in mente lunghi pomeriggi passati in cortile a osservare pensosa la natura intorno traendone bislacche conclusioni esistenziali… 🙂

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  20. flalia ha detto:

    Diego: :-))) Sei proprio incorreggibile tu! Non oso immaginare quelle povere gemelline cos’avranno dovuto sopportare… ;-)))

    Laura: mi hai fatto venire in mente lunghi pomeriggi passati in cortile a osservare pensosa la natura intorno traendone bislacche conclusioni esistenziali… 🙂

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  21. rearwindow06 ha detto:

    Come potrei dimenticare quando ho iniziato a pensare per la prima volta… ricordo sempre le cose che mi accadono in settimana… 😉

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  22. flalia ha detto:

    Ciao, benvenuto, grazie per la visita e per la battuta! :-)))
    Ma a giudicare dal tuo blog non dovresti buttarti così giù… 😉

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  23. flalia ha detto:

    Ciao, benvenuto, grazie per la visita e per la battuta! :-)))
    Ma a giudicare dal tuo blog non dovresti buttarti così giù… 😉

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