Signora mia… [L’eterno lamento]

Sapete cos’ha scritto il Magalotti (un letterato toscano) nel 1683? Questo:

«Egli è pur certo che l’ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia è voce e querela comune che i mezzi tempi non vi son più».
Cioè più di trecento anni fa già ci si lamentava del fatto che non esistevano più le mezze stagioni.

Questa cosa qui invece l’ha scritta Seneca, tra il 62 e il 65 dopo Cristo (venti secoli fa):

«La città è più che mai in fermento. È stata data ufficialmente via libera alla sfrenatezza; tutto risuona di grandi preparativi, come se ci fosse differenza tra i Saturnali e i giorni di lavoro; invece non ce n’è nessuna, tanto che non mi sembra abbia sbagliato chi ha detto che una volta dicembre durava un mese, ora, invece, dura tutto l’anno».
I Saturnali erano feste che si celebravano in dicembre e duravano una settimana, nella quale ci si poteva dare alla pazza gioia trasgredendo le normali convenzioni. Non vi ricorda quella lamentazione sul fatto che “ormai è carnevale tutti i giorni”?

Nel 1843 invece Kierkegaard, nell’introduzione a un suo saggio, si lamentava che «[L’autore di questo libro] non ha difficoltà a prevedere la sua sorte in un’epoca nella quale uno scrittore che vuole essere letto deve preoccuparsi di scrivere un libro che possa essere facilmente sfogliato durante la siesta e di presentarsi con la gentilezza dell’aiuto giardiniere in un annuncio pubblicitario, il quale […] si raccomanda al pregiatissimo pubblico».

Questi sono tre piccoli esempi di tre epoche lontane tra loro e di autori molto diversi; potrei riportarne tanti che mi basterebbero per un intero blog. Insomma, di certe cose ci siamo sempre lamentati, e sempre lo faremo. Pensate solo al compiacimento con cui molti di noi (tra cui sicuramente anch’io) leggono libri di autori del passato ritrovando in essi una condanna o una critica o una presa in giro di aspetti di quell’epoca che ritroviamo e stigmatizziamo anche nella nostra, senza soffermarci abbastanza sul fatto che se quelle cose erano già un problema a quel tempo, è fuori luogo il rimpianto che spesso si accompagna a quelle letture e a quelle epoche.

Morale: il lamento (e un certo tipo di acritico rimpianto), oltre che essere inutile e molesto, è anche oggettivamente sbagliato. Di conseguenza, ha un suo lato irresistibilmente comico. E probabilmente è semplicemente qualcosa di cui il mugugnante conservatore che è acquattato in ognuno di noi ha un impellente bisogno. Quel che pare così intellettuale, insomma, mi sembra abbia più a che fare con la pancia.

Riguardo a me, cerco di non lamentarmi molto, anche perché mio padre mi ha educata a reprimere ogni lamento o mugugno. Mia madre invece è il Lamento personificato, se fosse un quadro allegorico sarebbe quello. Mi divertono moltissimo invece i lamenti e le considerazioni “sociologiche” degli anziani tra loro: li ascolterei per ore.

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24 commenti on “Signora mia… [L’eterno lamento]”

  1. commediorafo ha detto:

    Adoro anch’io i lamenti degli anziani: “Si stava meglio quando si stava peggio…”
    Massimo

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  2. commediorafo ha detto:

    Adoro anch’io i lamenti degli anziani: “Si stava meglio quando si stava peggio…”
    Massimo

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  3. maggicatrippy ha detto:

    io passo per una lamentona…
    ma non è vero. del resto, come potrei avallare un mio difetto?? 🙂

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  4. maggicatrippy ha detto:

    io passo per una lamentona…
    ma non è vero. del resto, come potrei avallare un mio difetto?? 🙂

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  5. edi ha detto:

    a questo punto mi vien voglia di fare un post sulla Paturnia Lamentosa: un’apologia che fosse solo esercizio retorico 😉

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  6. edi ha detto:

    a questo punto mi vien voglia di fare un post sulla Paturnia Lamentosa: un’apologia che fosse solo esercizio retorico 😉

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  7. diegodandrea ha detto:

    Mia madre non si lamenta mai… ha una fede incrollabile nello stoicismo militante… sotto sofferenze atroci lei spalanca sorrisi e mi dico spesso che ci sarebbe molto da imparare… e infatti ci provo… sui risultati, però, temo ci sia ancora un bel pò di strada da fare 😉
    D
    P.S.
    in realtà mi piace molto lamentarmi… ma solo quando sto a letto con l’influenza… per farmi viziare un pò 😉

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  8. diegodandrea ha detto:

    Mia madre non si lamenta mai… ha una fede incrollabile nello stoicismo militante… sotto sofferenze atroci lei spalanca sorrisi e mi dico spesso che ci sarebbe molto da imparare… e infatti ci provo… sui risultati, però, temo ci sia ancora un bel pò di strada da fare 😉
    D
    P.S.
    in realtà mi piace molto lamentarmi… ma solo quando sto a letto con l’influenza… per farmi viziare un pò 😉

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  9. GiacominoLosi ha detto:

    adoro i vecchi che si lagnano;
    sono più scusabili di quelli che pensano che l’effetto serra incida tra un anno e l’altro, oppure che accettano senza battere ciglio le minchiate dei tg tipo “sarà un’estate bollente”, detto a gennaio, oppure “sarà un autunno freddo con un inverno rigido”.
    Tanto vale tirare a caso.

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  10. GiacominoLosi ha detto:

    adoro i vecchi che si lagnano;
    sono più scusabili di quelli che pensano che l’effetto serra incida tra un anno e l’altro, oppure che accettano senza battere ciglio le minchiate dei tg tipo “sarà un’estate bollente”, detto a gennaio, oppure “sarà un autunno freddo con un inverno rigido”.
    Tanto vale tirare a caso.

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  11. Baggins ha detto:

    C’è chi ha fatto del mugugno un’arte!

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  12. flalia ha detto:

    Massimo: esatto, e sai che ogni tanto comincia a capitare anche a me di pensarlo?! Non mi starà mica venendo un invecchiamento precoce a forza di frequentare vecchietti? 😉

    Trippy: pensando a certi tuoi post di qualche giorno fa, tu mi sembri avere l’arte di mischiare il lamento all’invettiva!

    Edi: allora aspettiamo l'”Apologia della Paturnia lamentosa”… 😉

    Diego: complimenti a tua madre. Poi tu sollevi una spinosa questione: perché la maggior parte dei maschi quando ha una misera influenza sembra stia in punto di morte? :-O

    Giacomino: poi ci sono i vecchi che passano estate e inverno seduti sulle panchine dei centri commerciali, al riparo da qualunque vero o finto fenomeno atmosferico…

    Baggins: è vero, alcuni raggiungono livelli di raffinatezza insuperabili… 🙂

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  13. flalia ha detto:

    Massimo: esatto, e sai che ogni tanto comincia a capitare anche a me di pensarlo?! Non mi starà mica venendo un invecchiamento precoce a forza di frequentare vecchietti? 😉

    Trippy: pensando a certi tuoi post di qualche giorno fa, tu mi sembri avere l’arte di mischiare il lamento all’invettiva!

    Edi: allora aspettiamo l'”Apologia della Paturnia lamentosa”… 😉

    Diego: complimenti a tua madre. Poi tu sollevi una spinosa questione: perché la maggior parte dei maschi quando ha una misera influenza sembra stia in punto di morte? :-O

    Giacomino: poi ci sono i vecchi che passano estate e inverno seduti sulle panchine dei centri commerciali, al riparo da qualunque vero o finto fenomeno atmosferico…

    Baggins: è vero, alcuni raggiungono livelli di raffinatezza insuperabili… 🙂

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  14. utente anonimo ha detto:

    Premesso che è vero che le mezze stagioni non ci sono più, che si stava meglio quando si stava peggio (quando?), che una volta la scuola era un’altra cosa e che i dolori che ho io non li ha nessuno…
    direi che il tuo post è divertente, assolutamente colto e condivisibile. Però il fatto che nell’antichità grandi uomini provassero quello che noi proviamo non mi sembra esaustivo di un malessere che va ben oltre i luoghi comuni. Che il clima stia drammaticamente cambiando è un fatto, che la gente sia di giorno in giorno più cattiva, indifferente, maleducata è cosa che tutti purtroppo possiamo toccare con mano. Ci riguarda e mi viene da pensare agli ultimi anni dell’impero romano quando il crollo della civiltà sembrava aver preso la velocità di una valanga inarrestabile. Non metterei la nostra epoca al loro livello, noi abbiamo toccato un apice di benessere, il fermento culturale si è appannato presto senza dare grandissimi frutti e adesso ci troviamo a vivere sulla nostra pelle la dicotomia proposta da Fromm: avere o essere? Noi abbiamo, questo è fuor di dubbio, ma non riusciamo più ad essere altro che parassiti di noi stessi…
    Dici che ho esagerato? Bah, sarà che non ci sono più le mezze stagioni e qui a Roma da una parte fioriscono le piante grasse, notoriamente estive, e dall’altra si gelano i bordi dei “nasoni” (è il nostro modo di chiamare le fontanelle). Che mondo, signora mia!
    Laura

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  15. utente anonimo ha detto:

    Premesso che è vero che le mezze stagioni non ci sono più, che si stava meglio quando si stava peggio (quando?), che una volta la scuola era un’altra cosa e che i dolori che ho io non li ha nessuno…
    direi che il tuo post è divertente, assolutamente colto e condivisibile. Però il fatto che nell’antichità grandi uomini provassero quello che noi proviamo non mi sembra esaustivo di un malessere che va ben oltre i luoghi comuni. Che il clima stia drammaticamente cambiando è un fatto, che la gente sia di giorno in giorno più cattiva, indifferente, maleducata è cosa che tutti purtroppo possiamo toccare con mano. Ci riguarda e mi viene da pensare agli ultimi anni dell’impero romano quando il crollo della civiltà sembrava aver preso la velocità di una valanga inarrestabile. Non metterei la nostra epoca al loro livello, noi abbiamo toccato un apice di benessere, il fermento culturale si è appannato presto senza dare grandissimi frutti e adesso ci troviamo a vivere sulla nostra pelle la dicotomia proposta da Fromm: avere o essere? Noi abbiamo, questo è fuor di dubbio, ma non riusciamo più ad essere altro che parassiti di noi stessi…
    Dici che ho esagerato? Bah, sarà che non ci sono più le mezze stagioni e qui a Roma da una parte fioriscono le piante grasse, notoriamente estive, e dall’altra si gelano i bordi dei “nasoni” (è il nostro modo di chiamare le fontanelle). Che mondo, signora mia!
    Laura

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  16. flalia ha detto:

    Ciao Laura, grazie per il tuo commento stimolante.
    Ho usato quegli spunti letterari così, per ironizzare su questa cosa. Con le citazioni poi si può sempre provare tutto e il contrario di tutto. Non so se davvero la nostra epoca sia peggiore di altre. Per certe cose sì (anch’io sono molto preoccupata per il clima, mi dispiace tanto pensare che siamo stati capaci di rovinare la Terra) ma per es. rispetto ai comportamenti, non credo che sia così (comportamenti feroci e malvagi ci sono sempre stati). Essere e avere: chissà, forse un tempo questo problema non ce lo si poneva neanche perché non se ne aveva neppure la possibilità. Oggi noi possiamo permettercelo, a livello di massa, non di elite come un tempo. Sono forse troppo fiduciosa? Forse, ma io penso che sia giusto essere felici di calpestare la terra e di vivere il tempo in cui siamo nati, magari cercando nel nostro piccolo di modificare quello che non ci piace…
    Perdonami se nello spazio ristretto di un commento sono forse stata troppo sbrigativa rispetto al tuo commento, questi sarebbero discorsi lunghi e appassionanti.
    Ciao! 🙂

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  17. flalia ha detto:

    Ciao Laura, grazie per il tuo commento stimolante.
    Ho usato quegli spunti letterari così, per ironizzare su questa cosa. Con le citazioni poi si può sempre provare tutto e il contrario di tutto. Non so se davvero la nostra epoca sia peggiore di altre. Per certe cose sì (anch’io sono molto preoccupata per il clima, mi dispiace tanto pensare che siamo stati capaci di rovinare la Terra) ma per es. rispetto ai comportamenti, non credo che sia così (comportamenti feroci e malvagi ci sono sempre stati). Essere e avere: chissà, forse un tempo questo problema non ce lo si poneva neanche perché non se ne aveva neppure la possibilità. Oggi noi possiamo permettercelo, a livello di massa, non di elite come un tempo. Sono forse troppo fiduciosa? Forse, ma io penso che sia giusto essere felici di calpestare la terra e di vivere il tempo in cui siamo nati, magari cercando nel nostro piccolo di modificare quello che non ci piace…
    Perdonami se nello spazio ristretto di un commento sono forse stata troppo sbrigativa rispetto al tuo commento, questi sarebbero discorsi lunghi e appassionanti.
    Ciao! 🙂

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  18. GiacominoLosi ha detto:

    p.s.: solo i veri romani sanno bere correttamente dai “nasoni”. Tripz lo sa bene.

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  19. melchisedec ha detto:

    2Signora mia” è un’espressione tipica anche delle mie parti. Tipica di chi incipit a lamentarsi.
    Gli anziani? Troppo forti, un classico delle lamentele più “assurde”.

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  20. melchisedec ha detto:

    2Signora mia” è un’espressione tipica anche delle mie parti. Tipica di chi incipit a lamentarsi.
    Gli anziani? Troppo forti, un classico delle lamentele più “assurde”.

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  21. flalia ha detto:

    Melchisedec: singolare che le espressioni che indicano il lamento siano le stesse da nord a sud… e anche gli anziani a quanto pare…
    Spero che tu stia passando bene i tuoi 4 giorni di vacanza… ciao!

    Giacomino: grazie a Laura e a te ho imparato questa parola nuova. Però non sono capace di bere dai nasoni…

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  22. flalia ha detto:

    Melchisedec: singolare che le espressioni che indicano il lamento siano le stesse da nord a sud… e anche gli anziani a quanto pare…
    Spero che tu stia passando bene i tuoi 4 giorni di vacanza… ciao!

    Giacomino: grazie a Laura e a te ho imparato questa parola nuova. Però non sono capace di bere dai nasoni…

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  23. edi ha detto:

    ah il nasone, bisogna saperlo tappar bene per non scolarsi d’acqua 😀

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  24. flalia ha detto:

    Ma qui siete tutti esperti di nasoni! Ho notato che tra i miei commentatori la maggior parte sono di Roma o vivono a Roma, mi fa molto piacere, io a Roma ci sono stata solo una volta… 😦

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