Dedicato a Dracula [non il vampiro, un matto. Un amico]

La malattia mentale è come la legione straniera; accoglie chiunque, se ne frega della sua identità, gli dà una divisa, lo segue per tutta la vita.

Liberarsi dalla malattia – se uno ci riesce -, ritornare da una terra di nessuno… e accorgersi che per gli altri è sempre ancora lì. Lui è guarito, o almeno domina il suo male, ma tutti continuano a vederlo sempre e solo malato, perché si sono abituati così, poverini, e ci restano male se le cose cambiano.
Perciò nelle discussioni, anche in quelle che lo riguardano, non ha voce in capitolo, perché tanto è pazzo, o meglio “non può capire”, “non sa cos’è meglio per lui”. E il poveretto in questione non può a questo punto tentare di dimostrare la sua sanità mentale, perché come fai a dimostrare di non essere pazzo?

Questo perenne non ritorno cui gli altri ti condannano mi ricorda tanto alcuni cari versi di Cesare Pavese:

Uno crede che dopo rinasca la vita,
che il respiro si calmi, che ritorni l’inverno
con l’odore del vino nella calda osteria,
e il buon fuoco, la stalla, e le cene. Uno crede,
fin che è dentro uno crede. Si esce fuori una sera,
e le lepri le han prese e le mangiano al caldo
gli altri, allegri. Bisogna guardarli dai vetri.

Questo schifo di post sconclusionato è per il mio amico Dracula, un matto doc, che ha passato tutta la vita a guardare gli altri dai vetri, ieri si è stancato e si è ucciso. Così con questo tragico atto di volontà forse ha dimostrato, troppo tardi, di non essere un pazzo.

Non ho scritto questa roba per rattristare qualcuno, ma perché capita a tutti di avere paura di fronte ai matti, ai malati di mente, e perfino chi soffre “semplicemente” di depressione spesso è tenuto a distanza come fosse appestato. Non è che un matto non abbia un cuore (in giro c’è perfino l’idea che i matti siano sempre felici come dei bambini – come se i bambini fossero felici, poi – e non si accorgano delle prese in giro e degli sberleffi, o dell’indifferenza). Non è che la malattia mentale sia per forza una condizione permanente, senza variazioni. Nessuna condizione umana è immobile. L’immobilità non appartiene all’essere umano. Le persone cambiano, tutti cambiamo, non riconoscere questa semplice verità (per paura, ignoranza, comodità e non so che altro) ci trasforma in carcerieri di anime. Vogliamo davvero essere dei carnefici?

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26 commenti on “Dedicato a Dracula [non il vampiro, un matto. Un amico]”

  1. diegodandrea ha detto:

    La cosa effettivamente triste, che mi par di capire, è che Dracula in fondo non sia stato lui ad uccidersi… ma lo si era già ucciso pian piano da tempo!
    Mi dispiace molto!
    D

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  2. diegodandrea ha detto:

    La cosa effettivamente triste, che mi par di capire, è che Dracula in fondo non sia stato lui ad uccidersi… ma lo si era già ucciso pian piano da tempo!
    Mi dispiace molto!
    D

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  3. maggicatrippy ha detto:

    secondo me non è pazzia.
    nella mia città qualche anno fa si sono uccise una decina di persone, tra cui almeno la metà sotto i 30 anni. io penso che un gesto del genere richieda una lucidità tale che un pazzo non potrebbe avere.
    mi dispiace.

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  4. maggicatrippy ha detto:

    secondo me non è pazzia.
    nella mia città qualche anno fa si sono uccise una decina di persone, tra cui almeno la metà sotto i 30 anni. io penso che un gesto del genere richieda una lucidità tale che un pazzo non potrebbe avere.
    mi dispiace.

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  5. flalia ha detto:

    @Diego: sì, è proprio andata così. E’ orribile sentirsi emarginati, soprattutto se sei una persona socievole com’era lui.
    @Trippy: esatto, Trippy, è questo il punto. Se tutti ti considerano un matto e nessuno riesce a vedere i tuoi progressi, l’unico modo per decidere qualcosa della tua vita e mostrare che non sei un matto ma una persona capace di intendere e volere, è togliersela, questa vita. Ma non è giusto.

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  6. flalia ha detto:

    @Diego: sì, è proprio andata così. E’ orribile sentirsi emarginati, soprattutto se sei una persona socievole com’era lui.
    @Trippy: esatto, Trippy, è questo il punto. Se tutti ti considerano un matto e nessuno riesce a vedere i tuoi progressi, l’unico modo per decidere qualcosa della tua vita e mostrare che non sei un matto ma una persona capace di intendere e volere, è togliersela, questa vita. Ma non è giusto.

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  7. maggicatrippy ha detto:

    non è giusto no. tutt’al più che le persone a cui importa qualcosa sono una ristretta minoranza…
    che amarezza.

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  8. maggicatrippy ha detto:

    non è giusto no. tutt’al più che le persone a cui importa qualcosa sono una ristretta minoranza…
    che amarezza.

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  9. PaoloFerrucci ha detto:

    Ti dico una cosa in tutta sincerità, Ilaria.

    Mentre sto scrivendo ho le lacrime agli occhi, dico sul serio. Un groppo che mi ha preso a tradimento.

    E ti dico che nel mio romanzo (non è per parlare del mio romanzo!) uno dei personaggi principali è un matto che compie le azioni più nobili di tutti.
    Quindi puoi capire il mio stato d’animo, e quanto mi ha toccato quello che hai scritto.

    a presto.

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  10. PaoloFerrucci ha detto:

    Ti dico una cosa in tutta sincerità, Ilaria.

    Mentre sto scrivendo ho le lacrime agli occhi, dico sul serio. Un groppo che mi ha preso a tradimento.

    E ti dico che nel mio romanzo (non è per parlare del mio romanzo!) uno dei personaggi principali è un matto che compie le azioni più nobili di tutti.
    Quindi puoi capire il mio stato d’animo, e quanto mi ha toccato quello che hai scritto.

    a presto.

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  11. MariaStrofa ha detto:

    Cara Ilaria, leggo il tuo post con molto sconcerto. In certi casi è difficile anche parlare, specialmente dopo che l’hai fatto tu così bene. d’altronde anche la merini (alda) dice da sempre le stesse cose. belissima la poesia di pavese. un saluto (so che suona paradossale) a Dracula…

    ciao.

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  12. MariaStrofa ha detto:

    Cara Ilaria, leggo il tuo post con molto sconcerto. In certi casi è difficile anche parlare, specialmente dopo che l’hai fatto tu così bene. d’altronde anche la merini (alda) dice da sempre le stesse cose. belissima la poesia di pavese. un saluto (so che suona paradossale) a Dracula…

    ciao.

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  13. flalia ha detto:

    Paolo, grazie per le tue parole e la tua commozione, per avere capito.
    MariaStrofa: grazie, anche per aver ricordato Alda Merini.
    Ciao

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  14. flalia ha detto:

    Paolo, grazie per le tue parole e la tua commozione, per avere capito.
    MariaStrofa: grazie, anche per aver ricordato Alda Merini.
    Ciao

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  15. neoscapigliato ha detto:

    Ciao Ilaria,
    è tristissimo…
    è come se per evitare di analizzare ogni singola situazione utilizzassimo delle etichette prestampate…così tutto è catalogabile e si può riporre via molto più facilmente…
    Davvero triste

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  16. neoscapigliato ha detto:

    Ciao Ilaria,
    è tristissimo…
    è come se per evitare di analizzare ogni singola situazione utilizzassimo delle etichette prestampate…così tutto è catalogabile e si può riporre via molto più facilmente…
    Davvero triste

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  17. flalia ha detto:

    Ciao Neo, grazie. Che bello che sei tornato, però! 🙂

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  18. commediorafo ha detto:

    Riporto una frase non mia già citata in un mio post abbastanza recente: “Sono talmente tanti i motivi che ci portano alla pazzia che sarebbe follia chiamarla pazzia”
    Massimo

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  19. commediorafo ha detto:

    Riporto una frase non mia già citata in un mio post abbastanza recente: “Sono talmente tanti i motivi che ci portano alla pazzia che sarebbe follia chiamarla pazzia”
    Massimo

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  20. melchisedec ha detto:

    Sì, l’immobilità è la morte. Il resto muta e nella mutazione sperimentiamo gioia e dolore.

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  21. flalia ha detto:

    Massimo e Melchisedec: grazie 🙂

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  22. edi ha detto:

    questo post mi lascia senza parole. Un abbraccio, per quel che vale.

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  23. edi ha detto:

    questo post mi lascia senza parole. Un abbraccio, per quel che vale.

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  24. Higurashi ha detto:

    Non penso di avere parole adatte da aggiungere a quello da te espresso in questo post.
    Penso che un silenzio di rispetto e di riflessione sia la cosa più giusta da fare.
    Un abbraccio.

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  25. Higurashi ha detto:

    Non penso di avere parole adatte da aggiungere a quello da te espresso in questo post.
    Penso che un silenzio di rispetto e di riflessione sia la cosa più giusta da fare.
    Un abbraccio.

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  26. flalia ha detto:

    Grazie Edi e Higurashi, lo so, sono le classiche occasioni in cui non si sa cosa dire, ma grazie per la vostra presenza. Ciao 🙂

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