E caddi come corpo morto cade [La sindrome di Odradek]

Una volta lessi su “Repubblica” un articolo di Natalia Aspesi in cui lei sosteneva, commentando un fatto di cronaca, che le donne hanno un’arma infallibile quando si tratta di trarsi fuori d’impaccio da situazioni insopportabili tipo, come in quel caso, un interrogatorio in un processo: svenire.
Sì, posarsi delicatamente il dorso della mano sulla fronte e abbandonarsi con un leggero sospiro a uno stato di assenza che ci garantirà un po’ di pace nel riaffermare tra l’altro quel misto irresistibile di fragilità e forza che ci rende donne.
Non è che questa spiegazione mi convincesse molto, a dire il vero, ma aveva svegliato in me il desiderio di svenire. Sì, una volta soltanto, per vedere che cosa si prova, per fare scena, per partecipare anch’io di questo insondabile mistero femminino.
Con mia somma invidia avevo tra l’altro appreso che mia madre in passato era svenuta non una ma parecchie volte, soprattutto quando era incinta di me. Ed era stata sempre soccorsa da uomini galanti: mio padre, il passeggero di un autobus, il fruttivendolo…
Svenire non è una cosa che si possa fare a comando, e comunque non varrebbe.
Nel frattempo leggevo i romanzi dell’Ottocento. Lì c’è sempre qualche pallida fanciulla che sviene e in certi casi le viene addirittura una alquanto misteriosa febbre cerebrale: non si sa se passerà la notte. Non mi auguravo la febbre cerebrale ma lo svenimento sì.

Ebbene, ieri ce l’ho fatta!
Sono svenuta, anche se per pochi secondi (o forse quasi un minuto)!

E forse Natalia Aspesi aveva ragione: infatti sono svenuta in un negozio d’abbigliamento femminile. Perché? Cosa ci facevo lì proprio io che dilapido i miei soldi esclusivamente in libri, cd e qualche film?
Be’, dovete sapere che nei giorni scorsi ho ottenuto un’importante promozione sul lavoro: mi sono state assegnate mansioni più impegnative e più cose da fare; in più la prossima settimana il super-mega-direttore (cioè non il referente bolognese, ma il Grande Capo di Milano) vuole vedermi. Gioia e tripudio! Ma cotanto tripudio ha presto lasciato spazio alla disperazione quando ho aperto il mio armadio e ho constatato che vi sono solo pochi vestiti decenti tra tanti ormai usurati e informi. Senza contare quelli adolescenziali, che quando li indosso incontro regolarmente qualche vecchietto che mi fa la predica perché «ho saltato la scuola
».
Insomma, mi sono detta, è ora di rinnovare un po’ il cosiddetto look!
Ecco perché ieri mi trovavo per le vie del centro a guardare vetrine e soprattutto ad addentrarmi nei negozi, sgomitando tra la fauna femminile che li popolava, fauna rabbiosa e aggressiva, pronta a calpestarti pur di arrivare prima di te all’agognata gonnetta adocchiata da lontano (ma come fanno? Io sono miope, ok, ma neanche coi superpoteri si riescono a vedere certe cose).

Ora, io sarò fanatica o anche ossessiva o perfino paranoica, ma odio gli intruppamenti, odio questi negozi fatti in serie, con corsie strettissime in cui ti trovi incolonnata giocoforza, con la classica cicciona dietro che ti pesta i talloni con foga mentre davanti due aspiranti sosia di Paris Hilton bloccano il traffico provandosi canottierine in pieno inverno (va be’ che fa caldo, però…). E poi regolarmente quando vedo qualcosa che potrebbe piacermi e allungo il braccio per prenderla, qualche mano rapace me la toglie di sotto al naso ed è inutile protestare, non c’è tempo e la fila incalza e poi Se ti piace tanto tientela, Avvoltoio, penso ma non dico.

Ed è così che comincio a pensare cose come: Cosa ci faccio qui?, Cosa me ne faccio di una gonna nuova?, Ho davvero bisogno di una camicetta?, e divento Odradek, un coso inutile composto da roba sfilacciata, un affare che certe volte è iperattivo e dopo si chiude in lunghi silenzi, una cosa sgangherata e fuori posto, insomma, nel mondo in cui gli è capitato di vivere, poveretto.

A me questa sindrome qui mi viene in questi posti tipo i centri commerciali o luoghi comunque pieni di gente-che-spinge.

E ieri, un po’ questo, un po’ che mi mancava l’aria e respiravo solo anidride carbonica satura di profumi e sudori femminili emanati dall’orda infernale, un po’ che non avevo fatto in tempo a mangiare… a un tratto ho cominciato a sudare freddo, mi tremavano le gambe, con un palpito del cuore ho pensato: Che stia, finalmente, per svenire? Però mi vergognavo, sono timida e non volevo svenire lì in mezzo (ma forse non se ne sarebbero neanche accorte e sarei morta calpestata); con un residuo di forza mi sono sfilata di lato e ho fatto un cenno all’amico che era con me e che in teoria doveva farmi da consulente, ma come avrete capito si era defilato e fingeva di interessarsi a una collezione di cinture. Comunque, vedendomi pallida come un morto (parole sue) è accorso e mentre mi chiedeva cos’avessi a me è venuto tutto un buio davanti che mi sembrava di aver gli occhi chiusi ma sapevo che li avevo aperti, e dopo aver sospirato un: «Portami via» (ho detto proprio così!), sono crollata, svenuta, kaputt!!!

Mi sono svegliata pochissimo dopo e davanti a me c’era una commessa isterica che voleva a tutti i costi chiamare l’ambulanza mentre il mio amico la tratteneva e io vedevo e sentivo la scena come da dietro un vetro ed ero in uno stato che oserei definire di beatitudine.

Poi il mio amico mi ha portata al McDonald’s lì vicino e dopo avere mangiato un toast dal sapore di videocassetta fusa mi sono sentita bene.

Adesso anch’io ho nel mio curricolo di donna questa interessante esperienza.
È durata poco ma è stata bella. Forse penserete che io sia sciocca; be’, un po’, effettivamente, sì.
L’unico problema è che non ho comprato alcun vestito. Ritenterò.

[Scusate l’eccessiva lunghezza ma in fondo questo post vale anche per domani. Buon weekend! Io lo passerò immersa in certi libroni deprimenti che mi servono per la tesi…]

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37 commenti on “E caddi come corpo morto cade [La sindrome di Odradek]”

  1. Higurashi ha detto:

    Non si finisce mai di fare esperienze nella vita 🙂

    Buon lavoro con la tesi !

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  2. Higurashi ha detto:

    Non si finisce mai di fare esperienze nella vita 🙂

    Buon lavoro con la tesi !

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  3. flalia ha detto:

    Grazie, ciao 🙂

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  4. PaoloFerrucci ha detto:

    Anche a me piacerebbe svenire, qualche volta.
    (mi capitò solo una volta in ospedale, mentre attendevo di fare un esame ed ero digiuno da non so quanto).

    E anch’io in certi negozi soffro di una sindrome d’estraniamento…

    ciao

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  5. PaoloFerrucci ha detto:

    Anche a me piacerebbe svenire, qualche volta.
    (mi capitò solo una volta in ospedale, mentre attendevo di fare un esame ed ero digiuno da non so quanto).

    E anch’io in certi negozi soffro di una sindrome d’estraniamento…

    ciao

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  6. GiacominoLosi ha detto:

    l’unica volta che ho rischiato è quando dopo un incidente mi hanno messo un tampone cada-narice.
    Lunghezza del naso: standard
    Lunghezza del tampone: standard+10. Delicatezza dell’otorino: immaginate Mario Brega mentre parla delle olive greche.
    Ho visto blu. Ma il vero uomo resiste (?)

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  7. GiacominoLosi ha detto:

    l’unica volta che ho rischiato è quando dopo un incidente mi hanno messo un tampone cada-narice.
    Lunghezza del naso: standard
    Lunghezza del tampone: standard+10. Delicatezza dell’otorino: immaginate Mario Brega mentre parla delle olive greche.
    Ho visto blu. Ma il vero uomo resiste (?)

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  8. commediorafo ha detto:

    “La sala da ballo era così affollata che la donna svenuta dovette ballare tre lenti prima di cadere a terra.”
    Non so di chi sia, ma è in tema!
    Io mai svenuto invece. Un paio di volte ci sono andato vicino, ma svenuto svenuto mai.
    Massimo

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  9. commediorafo ha detto:

    “La sala da ballo era così affollata che la donna svenuta dovette ballare tre lenti prima di cadere a terra.”
    Non so di chi sia, ma è in tema!
    Io mai svenuto invece. Un paio di volte ci sono andato vicino, ma svenuto svenuto mai.
    Massimo

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  10. maggicatrippy ha detto:

    Massimo, mi hai fatto ricordare uno dei miei svenimenti preferiti: quello di Sissi tra le braccia di Frantz durante il ballo per la delegazione ungherese! Ach!

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  11. diegodandrea ha detto:

    “Però mi vergognavo, sono timida e non volevo svenire lì in mezzo (ma forse non se ne sarebbero neanche accorte e sarei morta calpestata)” … questa frase ti varrà una laurea onoris causa in sociologia! 😉
    Ma il tuo amico almeno è stato galante?E i sali? E un tizio aitante che ti sorreggeva la testa mentre qualcuno si preoccupava di tenere sollevati i piedi? Cero che il McDonald’s, poi… temo che quella smorfiosa della principessa Sissy (come leggevo nel commento poco sopra)sia stata un pò più fortunata… 🙂
    Post bellissimo!
    Ciao D

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  12. diegodandrea ha detto:

    “Però mi vergognavo, sono timida e non volevo svenire lì in mezzo (ma forse non se ne sarebbero neanche accorte e sarei morta calpestata)” … questa frase ti varrà una laurea onoris causa in sociologia! 😉
    Ma il tuo amico almeno è stato galante?E i sali? E un tizio aitante che ti sorreggeva la testa mentre qualcuno si preoccupava di tenere sollevati i piedi? Cero che il McDonald’s, poi… temo che quella smorfiosa della principessa Sissy (come leggevo nel commento poco sopra)sia stata un pò più fortunata… 🙂
    Post bellissimo!
    Ciao D

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  13. diegodandrea ha detto:

    Ops… volevo dire “honoris” causa… Sissy invece lo lascio così, mi piace di più 😉

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  14. diegodandrea ha detto:

    Ops… volevo dire “honoris” causa… Sissy invece lo lascio così, mi piace di più 😉

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  15. maggicatrippy ha detto:

    Beh, Sissi è stata portata via dalla sala dalle braccia di Frantz Joseph, Imperatore d’Austria. sai com’é…

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  16. diegodandrea ha detto:

    Non c’è nulla da fare… al giorno d’oggi, se non si è almeno imperatori, non ti sviene più nessuna tra le braccia 🙂
    Ciao magicatrippy dall’avatar che conquista 😉
    Saluti D

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  17. diegodandrea ha detto:

    Non c’è nulla da fare… al giorno d’oggi, se non si è almeno imperatori, non ti sviene più nessuna tra le braccia 🙂
    Ciao magicatrippy dall’avatar che conquista 😉
    Saluti D

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  18. maggicatrippy ha detto:

    revere-e-e-nza
    🙂

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  19. maggicatrippy ha detto:

    revere-e-e-nza
    🙂

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  20. flalia ha detto:

    @Paolo: già, è piacevole “volare via” per qualche minuto, basta che non diventi un’abitudine…
    @Giacomino: che impressione il tuo racconto! (No, nessuno può resistere!)
    @Massimo: bella la citazione!
    @ Beata Sissi, almeno è svenuta tra le braccia del suo Frantz (ma tutte durante un ballo?)
    @Diego: mah, galante… mi ha sorretto giusto perché non cadessi a terra e alla riapertura degli occhi ero lì sbilenca, seduta a terra e con la schiena appoggiata al muro. Decisamente Sissi è stata molto più fortunata! 😉

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  21. flalia ha detto:

    @Paolo: già, è piacevole “volare via” per qualche minuto, basta che non diventi un’abitudine…
    @Giacomino: che impressione il tuo racconto! (No, nessuno può resistere!)
    @Massimo: bella la citazione!
    @ Beata Sissi, almeno è svenuta tra le braccia del suo Frantz (ma tutte durante un ballo?)
    @Diego: mah, galante… mi ha sorretto giusto perché non cadessi a terra e alla riapertura degli occhi ero lì sbilenca, seduta a terra e con la schiena appoggiata al muro. Decisamente Sissi è stata molto più fortunata! 😉

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  22. edi ha detto:

    ma poi ilà, tu sei pazza, a Bologna centro a far shopping il venerdì pomeriggio si rischia di essere letteralmente spiaccicate in tempi normali – figurati in saldo-time.

    😉

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  23. edi ha detto:

    ma poi ilà, tu sei pazza, a Bologna centro a far shopping il venerdì pomeriggio si rischia di essere letteralmente spiaccicate in tempi normali – figurati in saldo-time.

    😉

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  24. flalia ha detto:

    Hai ragione, Edi, trattasi di pazzia pura, ma che ne so, mi è venuto lo sghiribizzo all’improvviso e mi sono lanciata (non ho mai voglia di fare shopping!). Comunque, mai più! :-))

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  25. edi ha detto:

    a me piaceva farlo il lunedì mattina, quando mi capitava di non lavorare. Perfetto, e soprattutto pacifico :-)))

    (che bello, mi fai venire nostalgia di bologna)

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  26. edi ha detto:

    a me piaceva farlo il lunedì mattina, quando mi capitava di non lavorare. Perfetto, e soprattutto pacifico :-)))

    (che bello, mi fai venire nostalgia di bologna)

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  27. flalia ha detto:

    Infatti ho proprio progettato di tornare all’attacco lunedì mattina… 🙂
    Da quant’è che non stai più a BO? Eri venuta per l’università?

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  28. flalia ha detto:

    Infatti ho proprio progettato di tornare all’attacco lunedì mattina… 🙂
    Da quant’è che non stai più a BO? Eri venuta per l’università?

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  29. edi ha detto:

    da circa due mesi, e sono rimasta lì un anno – prima per studiare, poi al lavoro 🙂

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  30. GiacominoLosi ha detto:

    fai come farebbe un maschio medio: entrare nel negozio più vicino, provarsi distrattamente una cosa, comprare no la prima, la seconda. Tornare a casa, guardarsi nello specchio, fare una smorfia, e poi dire “ma sti cazzi”.
    No, eh?

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  31. GiacominoLosi ha detto:

    fai come farebbe un maschio medio: entrare nel negozio più vicino, provarsi distrattamente una cosa, comprare no la prima, la seconda. Tornare a casa, guardarsi nello specchio, fare una smorfia, e poi dire “ma sti cazzi”.
    No, eh?

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  32. nellacoloniapenale ha detto:

    Beh, però Odradek ha una risposta perfetta quando qualche importuno vuole sapere dove abita: “Senza fissa dimora!” (E ride.)

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  33. flalia ha detto:

    @Edi: ma è proprio da pochissimo che sei andata via! Peccato. 🙂
    @Giacomino: guarda, io tendo a usare questo metodo con le scarpe. Il primo paio che provo, lo prendo. A volte funziona!
    @Nella colonia: Odradek era già più spigliato di me!

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  34. flalia ha detto:

    @Edi: ma è proprio da pochissimo che sei andata via! Peccato. 🙂
    @Giacomino: guarda, io tendo a usare questo metodo con le scarpe. Il primo paio che provo, lo prendo. A volte funziona!
    @Nella colonia: Odradek era già più spigliato di me!

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  35. melchisedec ha detto:

    In alcuni negozi tra le strettoie dei camerini, le commesse e i commessi avvoltoi, la musica assordante e i profumi… c’è da scappare. Se poi si aggiungono i profumi e i riscaldamenti sparati a mille, la frittata è completa. In questi casi scappo. Meglio tornare la mattina o in giorni di calma.
    In bocca al lupo per il tuo lavoro e la tua tesi.
    🙂

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  36. melchisedec ha detto:

    In alcuni negozi tra le strettoie dei camerini, le commesse e i commessi avvoltoi, la musica assordante e i profumi… c’è da scappare. Se poi si aggiungono i profumi e i riscaldamenti sparati a mille, la frittata è completa. In questi casi scappo. Meglio tornare la mattina o in giorni di calma.
    In bocca al lupo per il tuo lavoro e la tua tesi.
    🙂

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  37. flalia ha detto:

    Melchisedec: grazie, e crepi il lupaccio! 🙂

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