L’enciclopedia della fanciulla

Negli umidi meandri della mia cantina, probabilmente sepolto in qualche scatolone irraggiungibile causa ciarpame vario, giace un cimelio di cui sento profonda nostalgia: l’Enciclopedia della Fanciulla. Si tratta di un’opera composta da parecchi volumi, edita in fascicoli nei primi anni ’60 dai fratelli Fabbri e che mia mamma (nata nel 1951) leggeva da bambina. Questi volumi hanno allietato innumerevoli pomeriggi piovosi della mia infanzia con le loro pagine ricche di suggerimenti e consigli (naturalmente, all’epoca, da prendere assolutamente sul serio, ma che a me facevano sbellicare dalle risate) rivolti alle bambine (alle fanciulle), affinché diventassero delle perfette donnine di casa.

I consigli erano i più vari: da come smacchiare la cravatta del papà o curare il mal di pancia del fratellino a come organizzare una festicciola con le amiche; poi c’erano pagine e pagine dedicate al galateo: come si prepara la tavola per una serata elegante, come ci si rivolge ai colleghi del papà, come deve fare una fanciulla a rispettare l’obbligo di sorridere sempre anche se ha un feroce mal di testa e così via. Non mancava qualche nozione di cultura generale: stereotipate biografie di personaggi storici, di scienziati, di qualche donna famosa (purché pia: ricordo per esempio ben due pagine dedicate a Florence Nightingale, definita la signora con la lampada), riassunti (orrore!) di grandi romanzi.
Una cosa impressionante è che a giudicare da quei libri, una bambina non poteva mai permettersi di essere tale: giocare liberamente, fare capricci o dispetti, non aiutare la mamma nei lavori di casa erano tutte cose che erano permesse solo ai maschi.
I consigli per me più ridicoli erano quelli dedicati ai rapporti con i ragazzi: avevo imparato a memoria la pagina in cui si istruiva l’ignara fanciulla su come portare avanti una conversazione con un giovanotto: in pratica la fanciulla doveva solo fare domande su quelli che venivano definiti gli interessi dei ragazzi, cioè, per tutti (?): sport (meglio se praticato), divertimenti, hobbies, letture e studi (del giovanotto), sogni e progetti  per il futuro (del giovanotto). Insomma secondo gli autori di questa enciclopedia la fanciulla doveva adoperarsi affinché il giovane parlasse di sé; lei, se proprio voleva, poteva al massimo agganciarsi a quanto già detto da lui per rinforzarlo. Doveva essere una brava adulatrice ma anche, se necessario, mostrarsi ferma e rigorosa su certi principi, facendo possibilmente qualche predicozzo allo sventurato (per es. ricordo l’imprescindibilità di un’omelia  da fare allo scavezzacollo di turno
sull’importanza dello studio in vista di un’onesta e onorevole professione): il senso era che le fanciulle, in quanto femmine, sono più assennate dei giovanotti, in quanto maschi.  

In pratica si insegnava alle bambine a diventare quelle pignole, ottuse, conformiste rompiscatole che  molte di loro poi da grandi sono diventate (tipo mia madre).

Le illustrazioni erano ricalcate sullo stile delle riviste femminili per signore (ma a me ricordavano anche certe illustrazioni dei libri di lettura delle elementari): illustrazioni omologate, anonime e impersonali, tese solo a replicare, rinforzandolo, il testo scritto. Nessun ghiribizzo figurativo, visi sorridenti e capelli sempre lunghi e pettinati.

L’Enciclopedia della fanciulla in certi momenti della mia vita è diventata un’arma da usare contro mia madre (in adolescenza tutto è lecito) quando per es. in certi litigi, avendo ormai esaurito gli argomenti razionali a mia disposizione, le rinfacciavo: “Cosa vuoi capirne tu, che da piccola leggevi l’Enciclopedia della fanciulla!”.

Ripensando adesso a quei volumi li vedo come un concentrato di immaginario femminile (ma assuefatto a una cultura maschile) degli anni ‘50/primi ’60. Gran parte delle bambine che si erano formate su quei volumi hanno poi incontrato sulla loro strada il ’68 e gli anni ’70, con gli stravolgimenti che questi hanno portato in quel mondo perfetto (tre per tutti: leggi su divorzio e aborto, nuovo diritto di famiglia).
Oggi leggendo quei libri si incontra l’immagine di un mondo che non esiste più non solo nella realtà (perché forse proprio così perfetto e ordinato non è mai esistito), ma neanche a livello di rappresentazione, di immaginario, di sistema di valori. Nessuna nostalgia, ovviamente, ma per me quella è sempre stata una chiave per avvicinarmi a mia mamma, che da lì proviene e a lì, spesso, guarda con rimpianto.

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28 commenti on “L’enciclopedia della fanciulla”

  1. edi ha detto:

    oddiiiiiiio io ce l’ho! Ce l’ho TUTTA e la adoro tuttora! E’ un pezzo di storia, e quando ero più piccola era anche la mia lettura preferita. Questo post descrive magnificamente le sensazioni provate di fronte a detti libri, l’idea di poter mettere il naso nel mondo di mia madre, il modo in cui veniva intesa la “cultura generale della fanciulla” negli anni ’60.

    :-)))

    mega-nostalgia.

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  2. edi ha detto:

    oddiiiiiiio io ce l’ho! Ce l’ho TUTTA e la adoro tuttora! E’ un pezzo di storia, e quando ero più piccola era anche la mia lettura preferita. Questo post descrive magnificamente le sensazioni provate di fronte a detti libri, l’idea di poter mettere il naso nel mondo di mia madre, il modo in cui veniva intesa la “cultura generale della fanciulla” negli anni ’60.

    :-)))

    mega-nostalgia.

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  3. flalia ha detto:

    Me Edi, è incredibile! Qui tra gonne scozzesi, spille da balia ed Enciclopedie femminili, stiamo scoprendo un background comune… anzi, adesso capisco perché le nostre mamme ci vestivano in modo simile…
    Ciao! 🙂

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  4. flalia ha detto:

    Me Edi, è incredibile! Qui tra gonne scozzesi, spille da balia ed Enciclopedie femminili, stiamo scoprendo un background comune… anzi, adesso capisco perché le nostre mamme ci vestivano in modo simile…
    Ciao! 🙂

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  5. commediorafo ha detto:

    Per fortuna sono un maschietto e l’ho scampata. Conoscendo mia madre ci sarei potuto (anzi, potuta, se fossi stato una femminuccia) cadere dentro anch’io!
    Massimo

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  6. commediorafo ha detto:

    Per fortuna sono un maschietto e l’ho scampata. Conoscendo mia madre ci sarei potuto (anzi, potuta, se fossi stato una femminuccia) cadere dentro anch’io!
    Massimo

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  7. MariaStrofa ha detto:

    Post molto bello sul variare della condizione femminile… e associato a un’enciclopedia, poi…

    ciao 🙂

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  8. MariaStrofa ha detto:

    Post molto bello sul variare della condizione femminile… e associato a un’enciclopedia, poi…

    ciao 🙂

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  9. PaoloFerrucci ha detto:

    Questo tuo bel ricordo mi fa venire in mente L’Enciclopedia del Ragazzo Italiano, sei o otto volumi dei primi anni Cinquanta. Li sfogliavo da bambino, e già allora li trovavo curiosamente antichi, per l’impostazione, le illustrazioni, la compitezza del messaggio.

    Certo che tu sei giovane: tua madre ha l’età di mio fratello!

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  10. PaoloFerrucci ha detto:

    Questo tuo bel ricordo mi fa venire in mente L’Enciclopedia del Ragazzo Italiano, sei o otto volumi dei primi anni Cinquanta. Li sfogliavo da bambino, e già allora li trovavo curiosamente antichi, per l’impostazione, le illustrazioni, la compitezza del messaggio.

    Certo che tu sei giovane: tua madre ha l’età di mio fratello!

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  11. diegodandrea ha detto:

    Questo tuo bel ricordo mi fa venire in mente che l’Enciclopedia della fanciulla è un testo ILLUMINATO che va rilanciato a tutti i costi… lo trovo strepitoso, soprattutto la parte che riguarda il “giovanotto”… da somministrare a tutti i costi ad ogni ragazzina fina dalle scuole elementari… già posso pregustare uno sterminato assembramento di giovani geishe con la loro copia dell’enciclopedia della fanciulla sotto braccio… allora si, che si inizierebbe a ragionare!
    😉
    Ciao Ilaria, belissimo post, mi è piaciuto molto, soprattutto la parabola tautologica!
    Un abbraccio
    D

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  12. diegodandrea ha detto:

    Questo tuo bel ricordo mi fa venire in mente che l’Enciclopedia della fanciulla è un testo ILLUMINATO che va rilanciato a tutti i costi… lo trovo strepitoso, soprattutto la parte che riguarda il “giovanotto”… da somministrare a tutti i costi ad ogni ragazzina fina dalle scuole elementari… già posso pregustare uno sterminato assembramento di giovani geishe con la loro copia dell’enciclopedia della fanciulla sotto braccio… allora si, che si inizierebbe a ragionare!
    😉
    Ciao Ilaria, belissimo post, mi è piaciuto molto, soprattutto la parabola tautologica!
    Un abbraccio
    D

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  13. GiacominoLosi ha detto:

    ecco perché quelle che sono cresciute con Porci con le ali poi sono finite a votare per il biscione.
    Io usavo i Quindici. E cercavo spunti zozzi nelle enciclopedie. Spiega un po’ tutto.

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  14. GiacominoLosi ha detto:

    ecco perché quelle che sono cresciute con Porci con le ali poi sono finite a votare per il biscione.
    Io usavo i Quindici. E cercavo spunti zozzi nelle enciclopedie. Spiega un po’ tutto.

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  15. flalia ha detto:

    @Massimo: l’hai scampata bella! 😉
    @MariaStrofa: grazie 🙂
    @Paolo Ferrucci: si vede che all’epoca c’era questo bisogno irrefrenabile di scrivere enciclopedie educative! C’era anche quella “della donna”!
    @Diego: Aargh! Cosa dici!? Maschilista! ;-))) Comunque una donna così passiva e remissiva non so quanto piacerebbe agli uomini d’oggi… OPPURE SI’???
    Ricambio l’abbraccio, ciao 🙂

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  16. flalia ha detto:

    @Massimo: l’hai scampata bella! 😉
    @MariaStrofa: grazie 🙂
    @Paolo Ferrucci: si vede che all’epoca c’era questo bisogno irrefrenabile di scrivere enciclopedie educative! C’era anche quella “della donna”!
    @Diego: Aargh! Cosa dici!? Maschilista! ;-))) Comunque una donna così passiva e remissiva non so quanto piacerebbe agli uomini d’oggi… OPPURE SI’???
    Ricambio l’abbraccio, ciao 🙂

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  17. flalia ha detto:

    @Giacomino: Ogni epoca ha la sua “enciclopedia”… in effetti il tuo ragionamento torna tutto… 😉
    A una certa età gli spunti zozzi si trovano effettivamente dappertutto… 🙂

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  18. flalia ha detto:

    @Giacomino: Ogni epoca ha la sua “enciclopedia”… in effetti il tuo ragionamento torna tutto… 😉
    A una certa età gli spunti zozzi si trovano effettivamente dappertutto… 🙂

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  19. diegodandrea ha detto:

    Bravissimo Giacomino, anch’io ho consumato i qundici… che meraviglia!! Per gli spunti zozzi, però, avevo altre fonti… 😉
    Scusa Ilaria, ma quando ho letto “i quindici” non ho saputo resistere… comunque, in una brevissima parentesi di serietà ti dico che no, la donna troppo remissiva non piace a nessuno, ma che si, la donna che sa essere anche un pò geisha ci affascina in molti… almeno per me è così 😉
    Ciao D

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  20. diegodandrea ha detto:

    Bravissimo Giacomino, anch’io ho consumato i qundici… che meraviglia!! Per gli spunti zozzi, però, avevo altre fonti… 😉
    Scusa Ilaria, ma quando ho letto “i quindici” non ho saputo resistere… comunque, in una brevissima parentesi di serietà ti dico che no, la donna troppo remissiva non piace a nessuno, ma che si, la donna che sa essere anche un pò geisha ci affascina in molti… almeno per me è così 😉
    Ciao D

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  21. flalia ha detto:

    Diego, son d’accordo con te. Solo che è difficilissimo trovare la misura giusta!!! Ho ancora tutta una vita per tentare…

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  22. diegodandrea ha detto:

    è questo il segreto… non bisogna mai smettere di ricercare la via maestra 🙂
    Ovviamente si scherza! 😉
    D

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  23. diegodandrea ha detto:

    è questo il segreto… non bisogna mai smettere di ricercare la via maestra 🙂
    Ovviamente si scherza! 😉
    D

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  24. GiacominoLosi ha detto:

    Dei Quindici avevo trovato spunti “osé” nel volume intitolato “Voi e il vostro bambino”, che era inteso per le mamme. In cui c’erano varie trattazioni della pubertà, che non so perché mi eccitavano. Mi pento di averlo regalato a mio cugino piccolo. Che rabbia.

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  25. flalia ha detto:

    Giacomino: magari hai fatto una “buona azione”. Chissà se anche tuo cugino… 😉

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  26. GiacominoLosi ha detto:

    l’ho perso di vista, mio cugino. Ma era troppo grande per godere appieno dei profitti.

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  27. […] da bimba maschiaccio (che vuol dire poi?) e una nonna che vi mostrava, così en passant, l’Enciclopedia della fanciulla (un gioiello d’altri tempi, a dir la verità) beh questo libro lo […]

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