Ce l’ho!

Purtroppo devo seguire questo corso di Teorie della differenza sessuale, tenuto da una professoressa che è una femminista dei tempi andati (dura e pura).

Mi siedo in un angolino meditando progetti di ribellione (Un uomo in rivolta è uno che dice no; ma se rifiuta non rinuncia tuttavia) ma in realtà mi limito a guardare dalla finestra, giusto per controllare che là fuori il mondo non sparisca mentre noi qui dentro ci si diverte a insultare Kant (Cavolo, era un uomo del ‘700! Lasciatelo in pace, galline che non siete altro!). Noto sul pavimento a pochi centimetri da me il cadavere di una mosca. Lei non ce l’ha fatta, poveretta.

Poi penso che un anno fa, proprio in questo periodo, andavo a lezione dal prof. Cavazzoni e leggevamo insieme (niente noiose lezioni frontali, con lui) Celati, Nori, Cornia, Malerba, Delfini, Gadda… discutevamo di Lotman e Jacobson e usavamo le loro teorie per analizzare i romanzi. Ognuno di noi aveva presentato agli altri un libro (io avevo scelto Sulla felicità a oltranza di Cornia). Eravamo pochi a lezione (tutti seduti intorno a un tavolo) e il prof. era attento e accogliente verso ognuno di noi. Faceva ogni tanto delle battute o degli esempi strampalati, con un tono al tempo stesso dolce e scherzoso; lì con lui non avevo il mio complesso spazzatura, non mi sentivo un pesce fuor d’acqua, stavo bene e sorridevo come se non fossi all’università. Èstato l’unico con cui mi sono sentita a mio agio in quel postaccio. Una persona dolce e con un delicato sense of humour (di cui sono pervasi anche i suoi romanzi e racconti, che ovviamente consiglio di leggere), non come questa donna vendicativa che mi urla nelle orecchie. Cullata dal dolce ricordo di quel corso, mi ripasso nella mente certi momenti spassosi de La banda dei sospiri e mi riconcilio col mondo.

Poi finisce la lezione e mi trascino a quella dopo: psicologia dinamica (cioè psicoanalisi; e io odio la psicoanalisi). A un certo punto il prof. si rivolge a una platea quasi tutta femminile e dato che sta parlando di isteria vuole che gli diciamo l’etimologia della parola. Ma la platea ha lo sguardo bovino di chi vorrebbe stare ruminando in un bel prato anziché subire Freud e così il prof. all’improvviso tuona: “Ma siete donne, ce l’avete dentro, dai!” (l’utero, intende). Ma cosa devo sentire. Adesso che sono stata furiosamente relegata al mio ruolo di portatrice di utero vorrei davvero essere un ruminante qualsiasi, soprattutto quando il gentleman lì alla cattedra sbraita che “già gli antichi romani spiegavano il nervosismo femminile con sommovimenti dell’utero. Del resto anche noi uomini di oggi sotto sotto facciamo la stessa cosa” (e sghignazza).

Finalmente termina la lezione e mentre mi avvio verso la bicicletta che mi porterà a casa (a me e ai miei presunti nervosismi femminili) respiro a pieni polmoni l’aria della sera e mi viene – istericamente – da ridere.

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18 commenti on “Ce l’ho!”

  1. diegodandrea ha detto:

    Beh, questa è bella per davvero… le donne come portatrici sane d’isteria congenita… mi mancava :-)) … lo so che quello che sto per dire è veramente pessimo, ma improvvisamente mi sono chiare tante cose :-)))
    Scherzosamente D

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  2. diegodandrea ha detto:

    Beh, questa è bella per davvero… le donne come portatrici sane d’isteria congenita… mi mancava :-)) … lo so che quello che sto per dire è veramente pessimo, ma improvvisamente mi sono chiare tante cose :-)))
    Scherzosamente D

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  3. flalia ha detto:

    Eh eh… Non credere a quel professoraccio! ;-))))
    Lo sai che sono felicissima oggi? Come tu ieri hai avuto la tua “promozione cinefila”, oggi anch’io ho avuto la mia: sono diventata correttrice di bozze in una piccola casa editrice con cui finora ho collaborato per traduzioni e adattamenti! E scriverò anche articoli e brevi editoriali!!
    Scusa se te lo dico ma sono così felice che lo sto dicendo a chiunque! Ciao, scusami…
    Ilaria :-)))))))))))))))

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  4. flalia ha detto:

    Eh eh… Non credere a quel professoraccio! ;-))))
    Lo sai che sono felicissima oggi? Come tu ieri hai avuto la tua “promozione cinefila”, oggi anch’io ho avuto la mia: sono diventata correttrice di bozze in una piccola casa editrice con cui finora ho collaborato per traduzioni e adattamenti! E scriverò anche articoli e brevi editoriali!!
    Scusa se te lo dico ma sono così felice che lo sto dicendo a chiunque! Ciao, scusami…
    Ilaria :-)))))))))))))))

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  5. diegodandrea ha detto:

    Brava Ilaria… complimenti e dacci dentro 😉

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  6. Baggins ha detto:

    Ci credo che ti trovavi bene col prof. Cavazzoni! Purtroppo l’intelligenza è cosa rara!
    Conosci la distinzione -popolare veneta, perché i veneti son gente arguta- tra persona “colta” e persona “studiata”? Si addice molto ai professori che hai descritto 🙂

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  7. Baggins ha detto:

    Ci credo che ti trovavi bene col prof. Cavazzoni! Purtroppo l’intelligenza è cosa rara!
    Conosci la distinzione -popolare veneta, perché i veneti son gente arguta- tra persona “colta” e persona “studiata”? Si addice molto ai professori che hai descritto 🙂

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  8. flalia ha detto:

    E’ verissima quella distinzione, Baggins…

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  9. GiacominoLosi ha detto:

    diventare correttreo di bozze era il mio sogno. Purtroppo faccio errori di battitura.

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  10. Ho un’attacco di bile/invidia per il fatto che sei andata alle lezioni di Cavazzoni. Dev’esser stata goduria pura.

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  11. [è meraviglioso, mi sono appena accorto di aver scritto “un’attacco” con l’apostrofo: precipito verso la condizione di semicolto]

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  12. edi ha detto:

    il prof ha un umorismo piuttosto discutibile, ma fossi in te non me la prenderei così tanto sull’essere “portatrice di utero”: a parte il ciclo, ha una serie di vantaggi non indifferenti. E può ben portare a farsi quattro grosse, autoironiche, risate.

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  13. edi ha detto:

    il prof ha un umorismo piuttosto discutibile, ma fossi in te non me la prenderei così tanto sull’essere “portatrice di utero”: a parte il ciclo, ha una serie di vantaggi non indifferenti. E può ben portare a farsi quattro grosse, autoironiche, risate.

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  14. flalia ha detto:

    @ Davide (poeta): sì, goduria è la parola giusta! Pensa che avevamo lezione alle otto del mattino ma ero felicissima di svegliarmi presto per andare a lezione da lui! 🙂
    @Edi: cara Edi, quando scrivo in genere sono ironica (mi riferisco anche agli altri post che hai commentato), la prima a farsi delle risate sono io… Grazie comunque per i tuoi commenti! 🙂

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  15. flalia ha detto:

    @ Davide (poeta): sì, goduria è la parola giusta! Pensa che avevamo lezione alle otto del mattino ma ero felicissima di svegliarmi presto per andare a lezione da lui! 🙂
    @Edi: cara Edi, quando scrivo in genere sono ironica (mi riferisco anche agli altri post che hai commentato), la prima a farsi delle risate sono io… Grazie comunque per i tuoi commenti! 🙂

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  16. edi ha detto:

    dissento profondamente. C’è molto di greve in ciò che scrivi. Ma sarà un’impressione.

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  17. flalia ha detto:

    Addirittura “greve”? :-O
    Mi dispiace…
    Forse è perché, se non si è veramente bravi, è difficile riuscire a usare la scrittura (anche una pseudoscrittura da blog) per comunicare i propri sentimenti, e dunque un post che io magari scrivo con spirito divertito e intenzioni ironiche, a te può invece risultare greve…
    Ti ringrazio di nuovo per avere espresso il tuo giudizio.
    Ciao,
    Ilaria

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  18. flalia ha detto:

    Addirittura “greve”? :-O
    Mi dispiace…
    Forse è perché, se non si è veramente bravi, è difficile riuscire a usare la scrittura (anche una pseudoscrittura da blog) per comunicare i propri sentimenti, e dunque un post che io magari scrivo con spirito divertito e intenzioni ironiche, a te può invece risultare greve…
    Ti ringrazio di nuovo per avere espresso il tuo giudizio.
    Ciao,
    Ilaria

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