L’amore. La morte. L’abbandono.

La notte scorsa, verso le due, ero ancora qui, inchiodata al mio pc a scrivere della roba che devo consegnare entro pochi giorni al lavoro (mi riduco sempre all’ultimo con le scadenze e in questo periodo non mi sento neanche motivata). Nel letto che sarebbe di mia sorella dormiva mia nonna, arrivata nel pomeriggio da Piacenza. La mattina dopo (cioè stamattina) sarebbe stata ricoverata in ospedale.

Mia nonna è lì che dorme, dunque, e io non so come faccia a dormire beatamente con la luce accesa che proviene da qui, dalla mia scrivania, ma ci riesce. Così a un certo punto, stanca e con i neuroni ormai già dormienti, mi alzo e, piano, mi avvicino al suo letto. Dorme su un fianco, tutta coperta, di lei emerge solo la testa, i suoi capelli biondo cenere. Non so perché – mia nonna non è bassa di statura – ma a vederla così sembra piccola e fragile. Sembra serena, il suo sonno pare quello di mia cugina piccola quando dorme, proprio abbandonata, fiduciosa. Chissà come sono io quando dormo, penso. Probabilmente tesa e per niente abbandonata (certe volte al mattino mi sveglio che mi fan male i denti; secondo me perché li ho tenuti serrati tutto il tempo). Insomma la guardo e penso a quante volte lei avrà fatto lo stesso con me quando da piccola dormivo a casa sua. Avrà provato almeno la stessa tenerezza che improvvisamente provo io adesso guardando lei. Mi sopraffà, questa tenerezza, tutt’a un tratto. Non mi si forma nemmeno il nodo alla gola perché stavolta, a differenza del solito, non faccio niente per trattenere le lacrime. Scorrono e basta, ma tranquille, senza singhiozzi o sussulti disperati. Infatti non sono disperata. Mia nonna sta morendo, lei lo sa e lo sappiamo tutti. Sì, una parte di me non lo accetta. Ma cosa devo fare? Arrabbiarmi? Chiedere a Dio che salvi mia nonna? Farmi venire una crisi isterica ogni cinque minuti? Più che andare dai medici e farle seguire tutte le cure possibili (che però ormai non possono essere risolutive), non posso fare proprio niente, tranne amarla.

E di fronte a questo tutte le scadenze, le beghe quotidiane, la tesi, tutto mi è sembrato incredibilmente piccolo, facile, affrontabile.

Sono andata a letto e al mattino mi sono svegliata senza mal di denti.

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16 commenti on “L’amore. La morte. L’abbandono.”

  1. Tutto sembra più piccolo, quasi irrilevante, di fronte alla morte, o all’imminenza della morte (ed è per questo che la convivenza con l’idea della morte è così importante per la formazione della coscienza). Penso spesso che la morte di mia madre, avvenuta quando ero ragazzino, sia stata la singola esperienza più rilevante da me vissuta fino ad oggi, ed abbia condizionato tutto quel che è poi venuto (anche se io, mia madre, a posteriori non la amo affatto: il che significa che esistono legami, di fronte alla morte, che vanno oltre il sentimento d’amore).

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  2. flalia ha detto:

    Grazie.
    Sì, anch’io penso, e non da ora, che l’idea della morte sia decisiva per la nostra formazione interiore. Capisco (credo) anche quello che intendi dire sui legami.
    L’esperienza che ho finora io della morte di persone molto care è associata a un senso di tranquilità e “necessità”, che può farmi molto soffrire ma non è qualcosa di “drammatico”. Non so se sono io che sbaglio, ma le tue parole mi hanno rassicurata.
    Grazie,
    Ilaria

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  3. flalia ha detto:

    Grazie.
    Sì, anch’io penso, e non da ora, che l’idea della morte sia decisiva per la nostra formazione interiore. Capisco (credo) anche quello che intendi dire sui legami.
    L’esperienza che ho finora io della morte di persone molto care è associata a un senso di tranquilità e “necessità”, che può farmi molto soffrire ma non è qualcosa di “drammatico”. Non so se sono io che sbaglio, ma le tue parole mi hanno rassicurata.
    Grazie,
    Ilaria

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  4. Per me la scoperta del fatto che le persone possano morire è stata del tutto imprevista e molto complessa da gestire, negli anni. Non so se è qualcosa di “drammatico”, ma certamente vi associo un senso di ineluttabilità. Sarebbe lungo da spiegare, il perché e il percome, comunque se mai potesse interessarti ne ho parlato diffusamente qui

    http://licenziamentodelpoeta.splinder.com/post/9080558

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  5. Per me la scoperta del fatto che le persone possano morire è stata del tutto imprevista e molto complessa da gestire, negli anni. Non so se è qualcosa di “drammatico”, ma certamente vi associo un senso di ineluttabilità. Sarebbe lungo da spiegare, il perché e il percome, comunque se mai potesse interessarti ne ho parlato diffusamente qui

    http://licenziamentodelpoeta.splinder.com/post/9080558

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  6. flalia ha detto:

    Ho letto quel tuo post. Sai che mio padre è da anni che mi dice che devo leggere “Cuore di tenebra”? Così ho deciso che lascio un attimo in sospeso Anna Karenina e me ne vado anch’io lungo quel fiume che puzza di morte. Anzi, ci sono già (l’ho già iniziato). Insomma, grazie!
    E grazie anche per quel post, una lettura molto coinvolgente, hai ricreato con le tue parole tutte quelle tue atmosfere in un modo molto intenso.
    Ciao,
    Ilaria

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  7. flalia ha detto:

    Ho letto quel tuo post. Sai che mio padre è da anni che mi dice che devo leggere “Cuore di tenebra”? Così ho deciso che lascio un attimo in sospeso Anna Karenina e me ne vado anch’io lungo quel fiume che puzza di morte. Anzi, ci sono già (l’ho già iniziato). Insomma, grazie!
    E grazie anche per quel post, una lettura molto coinvolgente, hai ricreato con le tue parole tutte quelle tue atmosfere in un modo molto intenso.
    Ciao,
    Ilaria

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  8. diegodandrea ha detto:

    Ciao Ilaria,
    passoperunsalutovelocissimo!
    Volevo dirti… soprattutto adesso che non hai più male ai denti non farle mai mancare un tuo sorriso.
    D
    P.S.
    hai ricevuto degli ottimi consigli, Cuore di Tenebra è splendido

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  9. diegodandrea ha detto:

    Ciao Ilaria,
    passoperunsalutovelocissimo!
    Volevo dirti… soprattutto adesso che non hai più male ai denti non farle mai mancare un tuo sorriso.
    D
    P.S.
    hai ricevuto degli ottimi consigli, Cuore di Tenebra è splendido

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  10. GiacominoLosi ha detto:

    Scusa, ma non potevo non visitare un blog che ha come titolo un pezzo della Winterreise. Capisco. Mi spiace..

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  11. flalia ha detto:

    @ Diego: sì che sorrido! E grazie, grazie, perché passi a salutarmi anche con la connessione al volo… (lo apprezzo tanto…) :-))
    @Giacomino: che bello! Sei il primo che ha riconosciuto da dove viene il titolo del mio blog (o almeno, il primo che me l’ha detto). Grazie per il tuo messaggio.

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  12. flalia ha detto:

    @ Diego: sì che sorrido! E grazie, grazie, perché passi a salutarmi anche con la connessione al volo… (lo apprezzo tanto…) :-))
    @Giacomino: che bello! Sei il primo che ha riconosciuto da dove viene il titolo del mio blog (o almeno, il primo che me l’ha detto). Grazie per il tuo messaggio.

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  13. maggicatrippy ha detto:

    Ti lascio una cosa che spero possa tenere con te.
    Mio nonno se n’è andato ormai più di due anni fa. Così, all’improvviso mentre io ero su un treno.
    Mi manca ma, non so come spiegarti, lo sento accanto a me, percepisco la sua presenza…
    non so dove sia ma so che da qualche parte c’è, sta bene, e non mi ha lasciata…

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  14. maggicatrippy ha detto:

    Ti lascio una cosa che spero possa tenere con te.
    Mio nonno se n’è andato ormai più di due anni fa. Così, all’improvviso mentre io ero su un treno.
    Mi manca ma, non so come spiegarti, lo sento accanto a me, percepisco la sua presenza…
    non so dove sia ma so che da qualche parte c’è, sta bene, e non mi ha lasciata…

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  15. flalia ha detto:

    Grazie per avermi lasciato questo messaggio. Lo terrò con me, sì, e credo anch’io che certi legami non possano spezzarsi così, anche se è difficile sul momento accettare…
    Ciao 🙂

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  16. flalia ha detto:

    Grazie per avermi lasciato questo messaggio. Lo terrò con me, sì, e credo anch’io che certi legami non possano spezzarsi così, anche se è difficile sul momento accettare…
    Ciao 🙂

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