L’Epifania tutte le feste porta via…

Oggi ultimo pranzo di festa, stavolta con la nonna bolognese, che per fortuna, con i suoi 92 anni, sta benissimo ed è così in forma che ci ha preparato una valanga di lasagne, tortellini più scaloppine e infine il “mattone”, un dolce dal nome eloquente (a base di zabaione, caffè, liquore, biscotti, panna… chi più ne ha più ne metta). E così, soddisfatta la gola, voglio accomiatarmi da questo periodo di festa ripensando al significato che ha avuto per me.

Per molti queste feste sono solo un’occasione di stress e di grandi mangiate foriere di sensi di colpa. O anche di ritrovi familiari pieni di ipocrisia e formalità. Quello del (troppo) mangiare, in particolare, sembra il problema numero uno, complici anche i fastidiosi servizi dei vari tg che ci informano, per esempio, che durante queste vacanze gli italiani sono ingrassati in media di due chili ciascuno (e se anche fosse? Pazienza, non moriremo per questo).

Come al solito insomma c’è la tendenza generale a svalutare tutto, in quel modo cinico che spesso si confonde per intelligenza.

Io dico: è vero che in questo periodo, volenti o nolenti, ci sono le grandi mangiate, ma non è che le feste siano finalizzate alle grandi mangiate, è il contrario: si mangia per stare insieme. È altrettanto vero che a volte capita di trovarsi seduti a tavola con parenti che magari non frequentiamo neanche durante l’anno (e io stessa ci ho ironizzato sù qualche post fa) ma perché bisogna a tutti i costi vederla come un’ipocrisia e non anche come un’occasione per stare insieme, senza tante paranoie?

Per me queste feste sono state semplicemente un periodo in cui mi sono un po’ riposata, ho fatto dei bei pranzi assieme a parenti vari (il che ha comportato uno sforzo da parte mia per esprimere il lato più socievole di me, una fatica che è anche giusto fare), ho visto con calma amici che normalmente vedo il più delle volte di sfuggita, ho ricevuto e donato regali (senza esagerare e senza troppa ansia)… non mi aspettavo niente di più e quindi sono felice.

E da lunedì ci si ributta nella mischia…

[Se non vi ho convinto e voleste approfondire il tema del significato delle feste (anche religiose) per l’uomo moderno e secolarizzato, un consiglio di lettura: A. J. Heschel, Il sabato, Rusconi editore. È interessante e un po’ di spiritualità non fa mai male… soprattutto dopo tante scorpacciate]

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