I devoti atei

Credo in Dio ma la mia fede è messa a dura prova da quelli che dicono di credere nel mio stesso Dio e ancor peggio dai cosiddetti atei devoti, alleati degli spaccafede succitati.

Mi alzo ogni mattina tra cori stonati di suore dalla voce belante: è mia madre che fa colazione o va in bagno ascoltando radio Maria a tutto spiano (già aver dato a una radio il nome della madonna mi sembra decisamente blasfemo). Dai microfoni di questa emittente ogni mattina (tranne la domenica) alle ore 9 la fastidiosa voce di un tal Padre Livio catechizza gli ascoltatori (in gran parte, credo, ascoltatrici) commentando le notizie dai giornali del giorno. In realtà si tratta di un quotidiano comizio politico (i toni tra l’altro sono quelli in stile Lega Nord, del resto il buon Padre Livio è padano DOC) in cui una temibile, fantomatica e pervasiva “Sinistra” (aiuto, i comunisti!) è dipinta come lo strumento di Satana in persona (anzi, in più persone), Prodi in testa (sì, Prodi, notoriamente un terribile comunista senzadio).

Il postulato di Padre Livio è semplice: difendiamo e amiamo la vita, ma solo quella degli embrioni e dei moribondi, cioè gente che o ancora non è visibile (lasciamo perdere qui il dibattito se sia o meno, ed eventualmente in quale grado, esistente) o ormai giace comunque inoffensiva.

Per il resto: gli immigrati sono brutti e cattivi, sono musulmani perciò cattivissimi, se ne tornino a casa loro; chiunque non dica di pensarla esattamente come Ruini & C. è altrettanto brutto e cattivo, andrà sicuramente all’inferno, isoliamolo e stiamone alla larga se teniamo alla nostra animuccia immacolata; e notare, ho detto: chiunque non dica, non: chiunque non pensa. Perché a Padre Livio non interessa la fede, interessa solo la politica nel senso peggiore del termine. Che uno sia nella vita un mascalzone per lui non conta nulla, basta che pubblicamente il mascalzone dichiari di difendere i “valori cristiani”. Per lui (e per quelli come lui) il cristianesimo non è l’incontro con Dio fatto Uomo, ma una bandiera da sventolare e da dare in testa agli altri. La gente come lui, che va a braccetto con quell’ossimoro vivente e astutissimo che sono i cosiddetti atei devoti, bestemmia, a mio parere, il nome di Cristo e lo uccide ogni giorno. Perché per Gesù e per i suoi discepoli la sua vita e la sua verità erano universali, cioè valgono per tutti, per ogni uomo e ogni donna, in qualunque parte della terra si trovi, qualunque lingua parli, a qualunque religione appartenga. Lo ripetiamo ogni domenica a messa, durante la confessione di fede.

Gesù è un uomo, non un Programma Politico, non un certificato che sanzioni quali sono i valori cristiani. Gesù non è “occidentale”, cavolo.

Meno male che è risorto, altrimenti chissà quanto si rivolterebbe nella tomba.

E comunque, questi cattolici non rappresentano certo tutti i cattolici, né tantomeno tutti i cristiani.

Vorrei che questo fosse ben chiaro.

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2 commenti on “I devoti atei”

  1. calimero00 ha detto:

    Un piccolo appunto… hai tratteggiato la figura di Padre Livio in un modo che sinceramente non riconosco…
    E’ forse un pò presuntuoso, questo magari si… ma i suoi libri e le sue catechesi teologiche sono di una bellezza indicibile.

    E anche la sua dedizione verso i poveri e gli emarginati, e parlo di gesti concreti non di parole, ha poco da invidiare ai missionari francescani…
    Detto questo ti abbraccio con tanto affetto perchè anche quando scrivi cose che non condivido lo fai in modo adorabile:-)
    marco

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  2. flalia ha detto:

    Ciao Marco: mi vien da pensare che, come ognuno di noi, anche padre Livio abbia diverse sfaccettature (meno male, perché come avrai capito, l’impressione che ne ho io è quella di un “monolite”… 😉 ). Io non conosco i suoi libri e i suoi scritti teologici, per es., mentre tu sì… quindi tu forse conosci il padre Livio “migliore”. Quello che non mi piace del padre Livio che conosco io (il radiopredicatore) è il suo fare politica in modo abbastanza “bieco” secondo me. Legge le notizie “distorcendole” a modo suo. Non mi piacciono i preti che fanno politica schierandosi così apertamente per una fazione politica o per un’altra, perché secondo me possono, anche senza rendersene bene conto, rendere un pessimo servizio alla verità. Padre Livio inoltre quasi “inneggia” allo scontro di civiltà, almeno in questo è poco francescano… Secondo lui esistono i “buoni” e i “cattivi”, e guarda caso lui sa benissimo da che parte stanno gli uni e gli altri… Questo non mi piace. Però, come ho detto, riconosco che il mio giudizio è parziale e limitato a un solo aspetto di padre Livio… E forse anche perché mia madre da quando lo ascolta ripete come un pappagallo tutto quel che dice lui…
    Poi preciso una cosa: anch’io sono a favore della vita dall’inizio alla fine, ma senza usare toni da crociata come padre Livio &C., lasciando comunque alle persone (nel caso dell’aborto) l’ultima scelta (dopo averle “accompagnate” e sostenute in modo concreto) e rispettando tale scelta, e soprattutto considerando “vita” anche e soprattutto ciò che c’è “nel mezzo”,ossia le persone in carne e ossa, anche quando hanno idee completamente diverse dalle mie…
    Fa piacere anche a me avere scambi di idee serenamente, se fossimo d’accordo su tutto sarebbe noioso! Un abbraccio a te 🙂

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