Arrampicata libera in biblioteca

Sono una persona imbranata quindi mi capita di fare molte figuracce. La più recente risale proprio a stamattina e non la dimenticherò facilmente. Ora occorre una premessa: sono un topo di biblioteca e ne vado fiera. Credevo che almeno in biblioteca non potessi proprio fare brutte figure… ma mi sbagliavo. Diciamo, a mia discolpa, che finora tra le biblioteche che utilizzo ce ne sono solo due a scaffale aperto e nessuno di questi scaffali è così alto da richiedere l’uso di una scala (al massimo di un panchetto). Le altre biblioteche (quelle universitarie) non prevedono un contatto diretto tra utente e documenti.

Bene, stamattina, per la prima volta sono entrata nella biblioteca di storia antica. Lì, in sala di consultazione, ogni utente può accedere liberamente ai libri, prendere ciò che gli serve e mettersi a leggere seduto al tavolo. Ma gli scaffali sono altissimi. E se il libro di cui hai bisogno si trova in alto, non puoi fare a meno della scala. Ovviamente il mio libro era nel penultimo ripiano. E la scala era lì, appesa in fondo.

Problema: come cavolo si usa?!?

Pendeva verticale, tramite un gancio, da una sbarra di ferro che, fissata a metà della scaffalatura, ne percorreva in orizzontale tutta la lunghezza. La scala era completamente addossata agli scaffali.

Mi sono guardata intorno: nella piccola saletta c’erano, oltre a me, altre tre persone, tre uomini immersi nello studio, ognuno col suo pc portatile davanti e un mucchio di libroni aperti tutt’intorno.

Mi sono nuovamente rivolta verso la scala e deglutendo con sconforto, mi apprestavo a salire. Ero certa che non fosse quello il modo giusto. Cavolo, pensavo, è impossibile che per esempio un vecchio prof. o anche solo un ciccione debba essere costretto a fare ‘sta specie di arrampicata libera. Qui si rischia l’osso del collo. E infatti, per fortuna, non appena ho timidamente appoggiato il piede destro al primo gradino, ho sentito un urlo congiunto dei tre studiosi: NOOOOO!!

Panico, viso in fiamme…

Mi spiegano che non si sale così a meno di non essere l’Uomo Ragno (sono studiosi che mille anni fa, da ragazzi, leggevano i fumetti). Mi dicono che devo sganciare la scala e riagganciarla mettendola prima in posizione diagonale.

Una persona naturalmente imbranata, per giunta in preda all’imbarazzo, non può riuscire subito a eseguire tali indicazioni e insomma, uno degli esimii si è alzato ed è venuto in mio aiuto (proprio quando ormai avevo capito da sola come si faceva).

Che figura! Che figura! Avranno pensato che non fossi mai entrata prima in una biblioteca!

Però GRAZIE al tipo che mi ha aiutata!

Mi piace tantissimo essere aiutata!

Dopo mi sono messa, col mio librino così faticosamente conquistato, a un angolino del tavolo, circondata da antichi volumi di epigrafia latina.

Mi sono sentita così scema.

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