Libreria Salaborsa. Un saluto

Oggi camminando per il centro, sotto i portici e in piazza, ho respirato finalmente l’aria fredda dell’inverno. C’era quel vento pungente, “duro”, mi sentivo in pace con me stessa mentre camminavo così assorta… Mi piace così tanto vivere… Mi piace in ogni momento. Anche quando sono triste, nel profondo sono felice. Sono nata così, con la felicità incorporata, chissà da dove m’è venuta, dato che i miei familiari non sono certo, né mai sono stati, il ritratto dell’allegrezza!
Sono entrata in SalaBorsa, dove la libreria sta svendendo tutto perché se ne va. Ho comprato una pila di libri, la maggior parte di I. B. Singer, uno dei miei autori preferiti (ho svuotato l’intero scaffale dedicato a lui!), spendendo pochissimo.

Mi dispiace moltissimo che la libreria chiuda. Non è giusto che questo progetto sia stato osteggiato fin dall’inizio quando lo stesso progetto sarebbe stato sostenuto e supportato se si fosse trattato di Coop-Feltrinelli. Non sopporto che l’ideologia (tra l’altro, in questo caso, vetusta) condizioni scelte di questo tipo. A me, e penso a molti altri cittadini, quella libreria (su ben tre piani) piaceva molto. Sono utente da anni di SalaBorsa (biblioteca), prendo in prestito 5 libri ogni mese, non potrei farne a meno. Amo i libri, amo averli tra le mani e amo soprattutto LEGGERLI. Mi piace, quando esco dalla biblioteca, trovarmi di nuovo circondata da scaffali pieni di libri, dvd, graphic-novel… inevitabilmente ci passo un’altra mezzora buona ed esco in piazza col portafoglio inevitabilmente alleggerito e qualche libro in più da riporre sui miei scaffali. Tra un po’ non potrò più farlo e perché? Per l’ottusità di certa arrogante bolognesità. OK, non casca il mondo, ho la tessera Feltrinelli e un’altra decina di tessere di altre librerie, non resto orfana… Però ero fiera che quasi contemporaneamente, nella mia città, a pochi metri di distanza, fossero state aperte due nuove grandi librerie (Salaborsa e Mondadori) oltre a quelle che, sempre lì vicino, ci sono già (Mel, tre Feltrinelli, quella “economica” in v. Rizzoli ecc.). Pensavo: fantastico, si vede che vivo in una città di gente che legge tantissimo, pensavo che ognuna di queste librerie andasse considerata come un fiore all’occhiello e invece no.
Pazienza, me ne farò una ragione, però ci sono rimasta male e dovevo proprio scriverlo (oltre che dirlo a tutti quelli che conosco, poveretti…).

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