Tra donne sole

Mattina e pomeriggio trascorsi insieme alle amiche. Un tempo era normale passare ore insieme tutti i giorni, oggi è straordinario. Sfuggite alla bolgia brulicante per le vie del centro ci rifugiamo in un bar e sedute a un tavolino ci confidiamo sogni e angosce. Abbiamo quasi trent’anni e tutte un lavoro precario, nonostante lauree e buona volontà. I fidanzati, sì, ma nessuna voglia di viverci insieme (a parte me che però non ho più un fidanzato da un mese, nonostante lui non si sia ancora convinto di questa triste realtà. Riesco a parlarne con distacco, ci scherzo con le amiche, mi sembra strano, me ne sento sollevata nonostante un sottile senso di colpa sempre strisciante tra la mia voglia di ebbrezza). Breve parentesi sulla frustrazione crescente di un’amica comune che non ha ancora avuto una storia d’amore (è nostra coetanea). La difficoltà di perseguire un sogno, di individuarlo questo sogno da eleggere scopo della vita. Ma in fondo, dico io – e non è cinismo – il Sogno è un concetto borghese e individualistico, tutto il contrario di me. Cosa me ne faccio? Per me la vita è altro. Uscite dal bar non ritroviamo l’aria calda di due ore prima bensì un vento freddo e pungente, la luna e le stelle splendono limpide, torno a casa in bici e mi sento FELICE.

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