Non voglio ridurmi così

Ogni tanto mi prende un sottile scoramento, l’impressione che non riuscirò mai a trovare delle persone che siano realmente in sintonia con me (il che non significa che  devono pensare esattamente come me), non perché non esistano, ma perché probabilmente i tipi come me non sono molto appariscenti e tendono a non far parte di nessun gruppo ben definito, pur desiderandolo molto! Io per esempio sarei una comunitarista, ma nella pratica sono poi estremamente individualista benché non egoista. Insomma è complicato perfino da spiegare. Allora parliamo di cose pratiche. Negli ultimi tempi ho preso tremende decisioni riguardanti la mia stupida vita: prima di tutto il 5 febbraio ho lasciato il mio fidanzato dopo ben 6 anni che stavamo insieme e nonostante progettassimo di avere dei figli (cosa che desidererei moltissimo). E l’ho lasciato pur amandolo. E lui addirittura mi adora. Ma non lo stimavo più. Lo vedevo tutto il giorno a strascicarsi tra un letto e un divano, senza avere alcun progetto per la sua vita (a parte stare con me), senza lavorare, essendo a 40 anni mantenuto dai genitori anziani e pensionati e con la prospettiva (dico io) di farsi poi mantenere da me. E allora ho detto basta, dopo avergli lasciato mille possibilità per cambiare. E sto soffrendo, però.

Poi ho meditato seriamente di lasciare l’università e trovare un lavoro a tempo pieno, un lavoro qualsiasi. Adesso sono dell’idea di trovare un lavoro a tempo pieno, tenermi anche il lavoretto che già ho e che è piuttosto saltuario e provare a continuare ancora l’università pagando però le tasse coi miei soldi. Qualche sera fa mi sono trovata a una cena con gente che conoscevo poco, tutti sui trent’anni. Dopo due ore di discorsi insulsi e per lo più a sfondo sessuale mi sono guardata intorno: sedevo a una tavolata di trentenni figli di papà, fuori corso da una vita, i quali quasi se ne gloriavano, evidentemente “malati terminali di gioventù”, in pratica adolescenti marcissimi e putrescenti e osservandoli una voce di rivolta mi è salita dalle profondità dell’anima: IO NON VOGLIO RIDURMI COSI’, non voglio assomigliare a loro! E così ora sono all’arrembaggio, qualsiasi lavoro, anche fare la commessa da Stefanel come la mia amica Irene, anche il call-center, per l’ennesima volta, qualunque schifezza ma non il parassitismo vanaglorioso!

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