Philip Roth

Il premio Nobel per la letteratura è stato assegnato, qualche giorno fa, alla semi-sconosciuta scrittrice austriaca Elfriede Jelinek, una scelta che proprio non mi va giù. Probabilmente i pochi di noi che la conoscevano lo devono allo stupendo film di Haneke tratto da un suo romanzo, “La pianista”. Quel film è tra i miei film più amati in assoluto, per questo scelsi di leggere il romanzo da cui era stato tratto. Be’, mi sono sforzata di leggere più di uno dei suoi romanzi, ma non giudico di avere impiegato bene il mio tempo.Questa scrittrice intende, buona ultima, distruggere qualunque visione positiva della propria società e infine della vita usando -che novità- il più trito nichilismo condito di pornografia sessuofobica, un sesso triste, per niente festoso, una sessualità che si risolve esclusivamente nella violenza del maschio sulla donna (come se il sesso fosse solo questo!). Il tutto con uno stile -“corale”, è stato definito dagli illustri Accademici di Svezia- contorto, pesante e arzigogolato.

Be’, io penso che questa scelta sia stata pigramente ispirata a un meschino calcolo “politically correct”. Volevano votare una donna e non un uomo. Meglio che non fosse di lingua inglese. E così, via Philip Roth, Margaret Atwood, Doris Lessing o la Oates! Scegliamo un’austriaca ribelle (che ovviamente, essendo ribelle, ha subito dichiarato che non andrà a ritirare il premio), donna, per carità, perché scegliere un uomo ormai è una bestemmia, e una scrittrice deve essere per forza ribelle! Be’, io, da donna, non la sopporto la cosiddetta “discriminazione positiva” che invece va tanto forte negli USA e ormai prenderà piede anche da noi. Perché devo passare avanti agli altri solo perché sono donna, o nero, o omosessuale, più che per i miei effettivi meriti? E’ vero, in questo caso si tratta solo di un riconoscimento simbolico, sono tanti i nomi illustri morti senza averlo ricevuto, il loro valore non cambia, non dipende dall’aver ricevuto o meno un premio. Vorrà dire che continuerò a gustarmi per esempio i bei romanzi di Roth, che sarà pure un inguaribile maschio (e pure maschilista!), ma sa emozionarmi e farmi riflettere e sorridere ben più di mille Jelinek grondanti rabbia e risentimento. E scusate lo sfogo!

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One Comment on “Philip Roth”

  1. Deb_Crys ha detto:

    ;)un sorirso..

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